Oggi: 03 Mag, 2026
Tribunale S. Maria C. Vetere
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Furti e ricatti nel settore agricolo: sgominata banda del “cavallo di ritorno”, 4 arresti arresti tra S. Maria C.V., Casale, Sparanise e Cancello ed Arnone

8 mesi fa
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Colpo alla criminalità organizzata nel settore dei furti di veicoli agricoli: questa mattina i carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno dato esecuzione a quattro misure cautelari nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti coinvolti in un gruppo criminale dedito a furti e successive estorsioni, con il metodo del cosiddetto “cavallo di ritorno”. L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale su richiesta della Procura, prevede per un indagato la custodia in carcere, per un altro i domiciliari, mentre per gli altri due è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. L’attività investigativa, coordinata dal procuratore Pierpaolo Bruni e condotta dalla Stazione dei carabinieri di Grazzanise con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile, ha permesso di ricostruire il modus operandi del presunto sodalizio, attivo nei territori di Santa Maria Capua Vetere, Casal di Principe, Sparanise e Cancello ed Arnone. Tra maggio e ottobre 2024, attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché l’analisi di immagini di videosorveglianza, sono stati attribuiti al gruppo 11 furti di veicoli agricoli e 14 episodi estorsivi, consumati o tentati, messi in atto per costringere i proprietari a pagare somme comprese tra i 4.000 e i 10.000 euro al fine di riottenere i mezzi rubati. Secondo le stime degli inquirenti, il giro d’affari illecito avrebbe fruttato complessivamente circa 100mila euro. I carabinieri hanno anche individuato un capannone abbandonato utilizzato come deposito temporaneo per i veicoli sottratti, in attesa delle trattative per la restituzione. Particolarmente significativi gli elementi raccolti durante le intercettazioni, in cui i membri del gruppo utilizzavano un linguaggio criptico per riferirsi alla refurtiva, ricorrendo a termini in codice come “partita di bufale”, “legna” o “pastino di mele”. L’operazione rappresenta un duro colpo per le attività illecite nel settore agricolo locale, spesso bersaglio di organizzazioni criminali che puntano a sfruttare il valore economico dei mezzi per ottenere guadagni attraverso estorsioni.

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