
La politica casertana vive da anni una crisi di leadership profonda. Nel centrosinistra, con la rinuncia di Sandro De Franciscis, che lasciò la politica locale per assumere la presidenza del “Bureau des Constatations Médicales di Lourdes”, non è mai emersa una guida chiara capace di sostituirlo. Da allora, il centrosinistra è rimasto senza un punto di riferimento stabile, incapace di costruire strategie coerenti e unità sul territorio. Sul centrodestra, la situazione non è migliore. Anche qui, Nicola Cosentino, al di là delle vicende giudiziarie, ha rappresentato l’ultimo vero leader locale. Come ricordato dal direttore Gianluigi Guarino su CasertaCE, Cosentino aveva creato una classe politica fedele che, però, nel momento della sua caduta, si è rivelata ingrata. Guarino non fa nomi, ma uno possiamo farlo noi: la senatrice Giovanna Petrenga, cresciuta politicamente è diventata parlamentare sotto l’ala di Cosentino, ha scelto di lasciarlo per approdare in Fratelli d’Italia, rafforzando legami romani con la premier Giorgia Meloni. A Caserta, però, la sua presenza è ormai praticamente inesistente: poche apparizioni pubbliche, senza alcuna traccia significativa sul territorio, simbolo della irriconoscenza verso chi gli ha spianato la strada. Il vuoto di leadership è rimasto totale, con partiti e movimenti incapaci di incarnare una guida forte e riconosciuta. In questo contesto, si è imposto Giovanni Zannini, civico che oggi è l’uomo politico più influente della provincia. Con capacità di muoversi trasversalmente tra schieramenti, Zannini ha saputo occupare gli spazi lasciati liberi dalla mancanza di leader nei partiti tradizionali, diventando il punto di riferimento della politica locale. In vista delle regionali, molte decisioni e alleanze dipenderanno dalle sue mosse, a testimonianza del potere che il civismo può esercitare quando i partiti restano senza guida. Caserta, dunque, da anni naviga senza veri leader, e oggi il futuro politico della provincia resta in bilico, nelle mani di chi ha saputo occupare un vuoto lasciato dalla politica tradizionale.



