
Con una delibera approvata all’unanimità nella giornata di venerdì, la Giunta comunale di Pignataro Maggiore ha formalizzato la proposta di presentazione di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica contro l’insediamento dell’industria Caivano Calcestruzzi. Secondo fonti attendibili nella giornata di oggi è stato affidato l’incarico a un legale e il ricorso dovrebbe essere depositato nella giornata domani: si tratta dell’ultimo giorno utile per l’impugnazione, al termine dei 120 giorni previsti dalla legge.
Ma l’atto, tanto atteso dai cittadini, non è privo di perplessità. A cominciare da un errore contenuto nell’oggetto stesso della delibera, dove il ricorso viene definito “giurisdizionale”. Una svista non di poco conto: il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica non è un rimedio giurisdizionale, bensì amministrativo.
Il ricorso amministrativo consente infatti di contestare solo vizi di legittimità (errori procedurali, violazioni di legge, incompetenza), ma non permette di discutere nel merito tecnico o ambientale la validità dell’autorizzazione concessa all’impianto. Inoltre, non è previsto un secondo grado di giudizio, a differenza del percorso davanti al TAR, dove è sempre possibile appellarsi al Consiglio di Stato.

Non sorprende, dunque, che tra i cittadini e le associazioni ambientaliste si sia fatta strada una domanda: perché non è stato presentato un ricorso al TAR, entro i 60 giorni previsti? Secondo molti osservatori, il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale avrebbe offerto maggiori garanzie di efficacia, grazie al contraddittorio pieno tra le parti, alla possibilità di far valere motivi di merito e legittimità, e a un maggiore controllo giurisdizionale.
La scelta della Giunta, maturata solo in prossimità della scadenza dei 120 giorni previsti per il deposito del ricorso, lascia quindi spazio a dubbi e interrogativi, anche alla luce della fretta che potrebbe aver portato a errori materiali, come quello contenuto nell’oggetto della delibera.
Come sottolineano alcuni cittadini, “è tutto evidente che, quando si rincorre il tempo, l’approssimazione può diventare inevitabile. Ma quando si parla di salute pubblica e uso di denaro pubblico, le scelte dovrebbero essere ponderate con competenza e rigore.
La battaglia contro l’insediamento della Caivano Calcestruzzi, insomma, è appena cominciata. Ma parte con un passo che, per molti, poteva e doveva essere più deciso.


