
Storia minima di amministrazioni comunali e sindaci a due velocità: solo 1 anno per l’adozione del Piano urbanistico nel 2020 e oltre 3 anni per approvarlo 2025
Gesia, il mistero dei simpatizzanti, la paventata esistenza di un comitato “Si Imp”, Teano, il quartiere Santa Croce, presunti risarcimenti e lo spauracchio di antiche carte comunali. É la croce di Teano e Santa Croce, che sintetizziamo qui, al massimo. L’incubo infinto della possibile costruzione del più grande impianto campano per il trattamento rifiuti pericolosi a Teano, conosce una uova fase. Nonostante il Consiglio di Stato abbia bloccato il progetto – settembre del 2025 – Gesia non si arrende e presenta un nuovissimo ricorso al Tar (Tribunale Amministrativo Regionale) della Campania. Ma perchè lo fa, perchè può farlo?
E perchè in mezzo a tutto questo spuntano personaggi – legati magari ad avvocati di parte – che sembrano sostenere localmente l’impianto Gesia? Chi sovvenziona questa sorte di Si Imp e tutta l’operazione in corso di “terrorismo psicologico”? Perchè c’è qualcuno che procura e fa danzare lo spettro di vecchi documenti dell’ufficio tecnico comunale che però a saper leggere definiscono come ” a destinazione d’uso industriale” solo l’ex edificio Isolmer e non l’intera area in cui fu costruito? Si tratta di un permesso noto anche alle pietre, ottenuto presso il comune di Teano da Isolmer, in deroga rispetto al vecchio e inadeguato Pdf; Piano di fabbricazione superato oggi dal Puc. In più, la questione “deroga Isolmer oggi irripetibile” era già stata chiarita nelle Conferenze di servizio di questi anni. Ebbene, inspiegabilmente, queste precisazioni sono state ignorate. Roba da segnalare alla Procura della Repubblica.

Ma cosa chiede adesso la Gesia (gestione servizi igiene ambientale) al Tar Campania? Gesia chiede l’annullamento di un precedente diniego. Vorrebbe far stracciare, bruciare, mettere al rogo, il Decreto dirigenziale della Regione Campania (il n. 119 del 23 giugno 2025), con cui gli è già stata denegata l’autorizzazione unica per la realizzazione di un impianto di gestione di rifiuti; assillo dei sidicini. É pazzesco, è cose se i legali della Gesia non sapessero che l’area ex Isolmer è area denegata, protetta, sottoposta per legge a riqualificazione. La stessa area che appena il mese scorso volle vistare (era martedì 26 agosto 2025) l’on. Francesco Borrelli politico e giornalista italiano, militante storico della Federazione dei Verdi. CLIKKA E GUARDA IL VIDEO ESCLUSIVO
Borrelli si rese conto in soli cinque minuti di una cosa che Gesia non vuole capire (fa finta di non capire) da 11 anni. E cioè che l’ormai ultradecennale contezioso legale continua, sì, ma in beffa a tutti i regolamenti provinciali e regionali che tutelano il territorio teanese. Si tratta dei Piani regionali e provinciali di tutela. Strumenti che non ho mai sentito pronunciare (e anche questo è un mistero) dalla bocca dei massimi rappresentanti dell’amministrazione comunale in carica. Eccoli: Ptr, Ptcp. Piano territoriale regionale & Piano territoriale di coordinamento provinciale e il piano regionale di regolamentazione dei rifiuti speciali.
Questi gli strumenti che ora blindano Teano, avrebbe fatto indossare – già tre anni fa – le mutande di ferro a Santa Croce, difendendola dalle mire delle industrie della monnezza; tutte. Tutto questo approvando con uno sforzo collettivo il Puc (che recepiva tutti questi piani INDEROGABILI) con tutta la rapidità del caso. E invece no: scetticismo, spallucce e sberleffi politici fino all’ultimo, per tre anni, negando in un caso – in un incontro in Comune – persino la necessità e l’utilità di istituire immediatamente un Ufficio di piano.
Puc a 2 velocità: 1 anno per adottarlo e 3 anni per approvarlo

Si è preferito negare – in una orrenda e indimenticabile intervista video del sindaco (questa sì che potrà essere proiettata nelle piazze e fatta girare sul web in occasione della prossima campagna elettorale comunale, caro il mio improvvisato “spin doctor” del sindaco, Massimiliano Stéfano…) – l’efficacia del Puc ai fini di una vittoria in tribunale contro la Gesia. E così, mentre fu sufficiente un anno e sei mesi per elaborare ex novo il Puc e adottarlo (luglio del 2020, Giunta del sindaco Dino D’Andrea); ce ne sono voluti oltre tre di anni per arrivare all’approvazione sotto una pressione mediatica abnorme, con continue sottolineature dei carichi di responsabilità che si stavano assumendo gli amministratori di turno per il mancato immediato decollo del Puc.
Quando anche l’avvocato della Gesia ammise di temere il Puc
Viene in mente quanto detto e verbalizzato nella memoria difensiva depositata al Tar per contrastare i ricorsi contro l’autorizzazione a costruire l’impianto, da parte dell’avvocato della Gesia. Il legale Gesia diete una risposta secca e illuminate che avrebbe dovuto far aprire la mente anche alla tifoseria più sfegatata e irriducibile e orba della maggioranza consiliare. In pratica (sintetizzando) il legale Gesia disse ai magistrati: «Scusate signori, ma se il Comune avesse voluto urbanisticamente contrastare l’impianto di rifiuti avrebbe approvato il Puc, non vi pare? In questo modo la previsione del Ptcp (di «rigenerazione urbana» dell’area ex Isolmer) avrebbe avuto «efficacia vincolante», (pagg. 7 e 11 della memoria difensiva). E si sarebbe trattato – per la precisione – di un vincolo non superabile dalla Conferenza regionale dei servizi, perché previsto (il vicolo di inedificabilità) da un Pianto Territoriale di Area Vasta (il Ptcp) e non da una decisione autonoma del Comune di Teano. Questo non gli entrò e non gli entrerà mai in testa ai nostri cari amministratori: mai.
Puc? «Ritenetelo già fatto».
E siamo a oggi, al mese di settembre 2025, al nuovo diniego del Consiglio di Stato. Ma siamo soprattutto al nuovo ricorso Gesia. E mentre ci imbarchiamo verso una nuova avventura di Tribunale, ci tocca anche sorbire le dichiarazioni del capo dell’amministrazione comunale che facendo finta di dimenticare la tardiva approvazione del Puc rispetto alle attese, dal web della sua lista elettorale ha avuto pure il coraggio di dire, di fronte al nuovo ricorso Gesia : «Saremo, ancora una volta, determinati nella contestazione delle eccezioni della Gesia e porteremo avanti, senza esitazioni, il diniego alla realizzazione dell’impianto…». Parole sante quell’«ancora una volta». Parole che a mio avviso bisognava pronunciare e mettere in pratica approvando il Puc come prima azione politica, 3 anni (e 5 mesi) fa. Oppure, come minimo, nel corso del primo anno d’insediamento.


