di Oliviero Casale, componente Gruppo Valle del Garigliano.
L’intelligenza artificiale e la sua governance sono ormai un tema cardine nelle politiche pubbliche. In Italia il Senato ha approvato il disegno di legge Disposizioni e deleghe al Governo in materia di intelligenza artificiale. Il testo afferma che la legge si interpreta e si applica conformemente al Regolamento UE 2024 1689 e rinvia alle definizioni dell’articolo 3 dello stesso regolamento per la nozione di sistema di intelligenza artificiale e di modello di intelligenza artificiale. Indica inoltre i principi di trasparenza proporzionalità sicurezza protezione dei dati accuratezza non discriminazione parità dei sessi sostenibilità e tutela della sorveglianza e dell’intervento umano.
Nel quadro europeo il Parlamento ha approvato la posizione in prima lettura il 13 marzo 2024 e l’atto definitivo è stato pubblicato come Regolamento UE 2024 1689. Il regolamento è entrato in vigore il primo agosto 2024 e prevede un’applicazione scaglionata con divieti e obblighi progressivi secondo le scadenze previste dal testo.

Sul piano globale la bozza A 79 L 118 dell’Assemblea generale istituisce un Panel scientifico internazionale indipendente e avvia un Global Dialogue on Artificial Intelligence Governance. La risoluzione precisa che il mandato è limitato al dominio non militare e non si riferisce a usi a fini militari. Il Panel comprende quaranta membri a titolo personale con equilibrio geografico e durata triennale e presenta una valutazione scientifica annuale non prescrittiva.
L’ONU prova a dare una bussola all’IA. Tocca ai governi farla funzionare
La bozza A 79 L 118 richiama il Pact for the Future e le risoluzioni correlate e definisce in modo puntuale le funzioni del Panel. Sono previste fino a due occasioni annuali di aggiornamento in dialogo interattivo con la plenaria e la presentazione del rapporto annuale al Global Dialogue. La selezione avviene tramite call pubblica basata su criteri con obbligo di dichiarazione completa dei conflitti di interesse e con limite di due membri per la stessa nazionalità o affiliazione e con esclusione dei dipendenti del sistema ONU.
Il Global Dialogue viene istituito come piattaforma multi-attore per discutere cooperazione internazionale e condividere buone pratiche. Gli ambiti indicati comprendono sistemi sicuri protetti e affidabili capacità e accesso ad applicazioni e competenze in materia di calcolo ad alte prestazioni soprattutto nei paesi in via di sviluppo implicazioni sociali economiche etiche culturali linguistiche e tecniche interoperabilità e compatibilità degli approcci di governance diritti umani trasparenza accountability e solida supervisione umana e sviluppo di open source open data e modelli aperti.
Calendario operativo: il Dialogo si tiene una volta l’anno per due giorni nei margini di riunioni ONU alternando Ginevra e New York. È previsto un incontro informale di alto livello per il lancio durante la high level week del 2025 poi edizioni iniziali a margine dell’ITU AI for Good Global Summit a Ginevra nel 2026 e del Forum multi stakeholder su scienza tecnologia e innovazione per gli SDGs a New York nel 2027. I co chair del secondo Dialogo tengono consultazioni intergovernative su intese comuni utili alla revisione di alto livello del Global Digital Compact. La prosecuzione dei termini di riferimento potrà essere decisa all’ottantaduesima sessione.
Sostegno e trasparenza: il Segretario generale facilita il supporto di Segreteria entro risorse e mandati esistenti facendo leva sulle capacità di tutto il sistema ONU. Si incoraggiano Stati settore privato istituzioni finanziarie e fondazioni a sostenere Panel e Dialogo con contributi volontari resi pubblici anche per facilitare la partecipazione dei paesi in via di sviluppo con supporto ai viaggi.
Punti di contatto con l’impianto europeo
Il regolamento europeo adotta un’impostazione basata sul rischio e prevede obblighi per operatori diversi, tra cui fornitori distributori importatori produttori rappresentanti autorizzati e utilizzatori con focus particolare su sistemi ad alto rischio e su modelli per finalità generali. Sono previste norme su vigilanza di mercato governance e sanzioni con un calendario di applicazione che include l’avvio dei divieti e delle regole di alfabetizzazione all’inizio del 2025 la designazione delle autorità nazionali e i primi obblighi per i modelli a finalità generale nell’estate 2025 e l’applicazione della maggior parte delle altre disposizioni nell’estate 2026.
La legge italiana rinvia espressamente al regolamento europeo per definizioni e criteri e delega il Governo ad adottare entro dodici mesi uno o più decreti legislativi per l’adeguamento dell’ordinamento nazionale attribuendo alle autorità designate i poteri di vigilanza ispezione e sanzione previsti dal regolamento e prevedendo anche percorsi di alfabetizzazione e formazione.
Cosa implica per policy maker e amministrazioni
Nomine e integrità: per la partecipazione al Panel occorrono profili di alta competenza con indipendenza e disclosure continua dei conflitti di interesse. La credibilità del meccanismo dipende dal rispetto di questi requisiti e dall’equilibrio geografico e di genere indicati nel testo.
Agenda del Global Dialogue: gli argomenti elencati in A 79 L 118 offrono una base operativa che può essere tradotta in sessioni con obiettivi verificabili. Un esempio riguarda l’interoperabilità tra regimi di governance e la trasparenza dei sistemi ad alto impatto che sono già direttrici del quadro europeo e che trovano nel Dialogo uno spazio di allineamento internazionale.
Coerenza normativa: a livello nazionale la delega di cui all’articolo 24 del disegno di legge italiano concentra gli strumenti per l’adeguamento integrale al regolamento europeo compresa la designazione delle autorità e il ricorso alla regolazione secondaria quando appropriato. È un passaggio chiave per evitare duplicazioni e per garantire certezza applicativa agli operatori.
Come misurare i progressi senza perdere aderenza ai testi
Risultati attesi a breve. Pubblicazione della prima valutazione scientifica del Panel e svolgimento del Dialogo con resoconto dei co chair come previsto dal documento ONU.
Risultati attesi nell’UE. Designazione delle autorità nazionali entro l’estate 2025 prime misure sui modelli per finalità generali e successiva entrata in applicazione delle altre parti del regolamento secondo la scansione temporale stabilita.
La posta in gioco con linguaggio ufficiale
La governance dell’IA si muove in un perimetro definito da principi e competenze espressamente indicati nei testi. L’ONU concentra l’azione sul dominio non militare e su un Panel di quaranta membri con mandato triennale e su un Dialogo annuale con priorità specifiche e revisione collegata al Global Digital Compact. L’UE ha messo in vigore un regolamento orizzontale che armonizza regole obblighi divieti e governance con tempi chiari di applicazione. L’Italia si allinea per legge a questo quadro e predispone gli strumenti per attuarlo. La coerenza tra questi tre livelli è il punto di forza se i passaggi attuativi restano aderenti al dettato dei documenti ufficiali.


