
Tragedia familiare all’alba di martedì in una villetta del piccolo centro del Sannio. Salvatore Ocone, 58 anni, operaio, ha confessato di aver ucciso la moglie Elisa Polcino e il figlio quindicenne Cosimo. La figlia sedicenne è rimasta gravemente ferita, mentre il fratello maggiore, di 23 anni, vive a Rimini ed è tornato subito in Campania dopo aver appreso la notizia. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’uomo avrebbe agito tra le 5 e le 6 del mattino, mentre la famiglia dormiva. Con un grosso sasso, probabilmente preso in giardino, avrebbe colpito alla testa la moglie, uccidendola nel sonno. Poi avrebbe aggredito la figlia sedicenne, ferendola gravemente, e infine si sarebbe accanito sul figlio Cosimo, che probabilmente si era svegliato e aveva tentato di difendere la madre e la sorella. Dai segni trovati sul pavimento della villetta, l’uomo avrebbe trascinato i figli fuori casa e li avrebbe caricati in auto per fuggire. La sedicenne, ancora viva, è stata soccorsa solo tre ore dopo e trasferita d’urgenza all’ospedale Neuromed di Pozzilli (Isernia), dove è stata operata alla testa ed è ricoverata in coma farmacologico. I medici parlano di condizioni critiche ma nutrono speranze di salvarla. Ocone è stato rintracciato nelle campagne di Ferrazzano, in Molise, a bordo della sua Opel Mokka. Con lui c’era il corpo senza vita del figlio Cosimo. Non ha opposto resistenza all’arresto e, assistito da un avvocato d’ufficio, ha deciso di confessare. Ha dichiarato di aver ucciso la moglie perché la riteneva “troppo autoritaria e aggressiva”. Restano da chiarire le ragioni per cui abbia colpito anche i due figli minorenni. La Procura di Benevento, guidata da Gianfranco Scarfò, ha disposto il fermo per duplice omicidio aggravato dal contesto familiare, tentato omicidio e sequestro di persona. Per Ocone potrebbe scattare l’ergastolo. L’udienza di convalida si terrà a Campobasso.



