
Mentre in paese ci si appassiona al dibattito sulla pulizia delle caditoie, la realtà, inesorabile come sempre, bussa alla nostra porta. Alla vigilia di una nuova giornata di mobilitazione popolare, prevista per sabato 18 ottobre a Pignataro Maggiore, i movimenti civici spostano la partita politica su un altro livello. Nei prossimi mesi sono infatti previste audizioni con due commissioni parlamentari: la Commissione Ambiente e la Commissione sul Ciclo dei Rifiuti.
Sul territorio, però, le cose accadono e le istituzioni sembrano arrancare. È notizia di ieri l’autorizzazione per un nuovo impianto di rifiuti da installare nel comune di Sessa Aurunca. Solo pochi giorni fa, invece, le autorità hanno sequestrato un impianto di stoccaggio di rifiuti tessili nel comune di Vitulazio, che sembrerebbe privo delle necessarie autorizzazioni.

È in questo scenario che la comunità dell’Agro Caleno vive da mesi in uno stato di mobilitazione permanente. La distanza tra cittadini e politica locale si fa ogni settimana più marcata. Un sentimento diffuso di sfiducia e diffidenza ha accolto l’ultimo, tiepido comunicato dell’amministrazione di Pignataro Maggiore, che avrebbe dovuto esprimere con chiarezza la contrarietà a nuovi insediamenti insalubri sul territorio comunale. E allora ci si chiede: quale sarà la posizione dell’amministrazione di fronte a impianti che dovessero essere ritenuti meno insalubri di altri?
Intanto, la comunità continua a portare sulla pelle le ferite di troppe, troppe morti e si organizza affinché il dolore diventi nuova linfa per gli anni e i mesi di resistenza che verranno. Dopo la morte di Annalisa, donna e madre strappata troppo presto al ciclo della vita, qualcosa è cambiato: la comunità pignatarese ha rinsaldato i propri legami e ha ritrovato un senso profondo di responsabilità collettiva.
La responsabilità storica di lottare, oggi, per una vita dignitosa su questi territori, affinché alle future generazioni non restino solo macerie e veleni.
Domenica 26 ottobre si terrà una camminata in memoria di Annalisa e di tutti i martiri di questa terra. Centinaia di persone si sono già iscritte. I braccialetti rosa distribuiti dai volontari dell’Officina dell’Amore, associazione promotrice dell’evento, sono ormai sui polsi di tantissime donne pignataresi, a ricordarci che siamo tutte e tutti dalla stessa parte.
La questione ambientale è uno specchio limpido delle dinamiche che da decenni regolano la vita delle nostre comunità.
Comprenderle e raccontarle non è solo un dovere civico, ma anche un atto di identità. Perché solo così possiamo davvero capire chi siamo, dove siamo e — soprattutto — dove stiamo andando.


