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CASERTA – Pd, ora tutti a sparare sulla Camusso, ma quando Roma l’ha imposta a Caserta dove erano?

6 mesi fa
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Nel Partito Democratico casertano è esplosa la resa dei conti. Dopo mesi di silenzi, ora piovono accuse sulla commissaria Susanna Camusso, ma la ribellione arriva fuori tempo massimo. L’eurodeputata Pina Picierno ha chiesto le dimissioni della senatrice dopo la vergognosa esclusione di Massimo Schiavone dalle liste, e anche la candidata Camilla Sgambato ha invocato la fine del commissariamento. Ma dove erano quando da Roma fu imposta una commissaria “del Nord” a guidare un partito locale già diviso e logorato. La stessa provincia di Caserta l’ha anche eletta, o meglio nominata, senatrice su decisione calata dall’alto. La Camusso non è piombata dal nulla. È stata accolta in un contesto segnato da lotte interne con Gennaro Oliviero che cercava di appaltare l’intero partito e che potrebbe definirsi come il peccato originale. Oggi tutti scoprono che il commissariamento ha affossato il Pd provinciale, ma il danno era già scritto. La Camusso ha dato il colpo di grazia a un partito che aveva smesso di ascoltare la sua base. Le responsabilità non sono solo sue. Chi ha taciuto allora, oggi non può dirsi innocente.

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