
Le ceneri del fratello Sergio arriveranno dalla Sicilia per congiungersi con il fratello
Lauro si è svegliata con una notizia che nessuno avrebbe voluto sentire: è morto l’ingegnere Bartolomeo Festa. I funerali si terranno alle ore 14 e 30 nella chiesa Maria S.S. delle Grazie a Lauro, la salma giungerà dall’ospedale di Piedimonte Matese. Un’altra perdita che colpisce duramente una comunità già ferita, perché solo pochi mesi fa era scomparso in Sicilia anche suo fratello Sergio, anch’egli ingegnere, professionista stimato e conosciuto per la sua competenza e il suo rigore morale. Le sue ceneri arriveranno dalla Sardegna per congiungersi con il fratello. La vicenda di Bartolomeo sembra scritta da un destino impietoso. Durante l’estate, una puntura della zanzara West Nile, la cosiddetta “zanzara killer”, ha segnato l’inizio di un’odissea che nessuno avrebbe potuto immaginare. Bartolomeo, persona di salute fragile a causa di una patologia pregressa, ma perfettamente capace di condurre una vita normale, aveva deciso di partire per la Sardegna insieme alla sorella per dare l’ultimo saluto al fratello Sergio, scomparso sull’isola dove lavorava. Ma il viaggio che doveva essere un atto d’amore e di commiato si è trasformato in tragedia. Appena entrato nella cabina dell’aereo, Bartolomeo ha accusato un grave malore, conseguenza dell’infezione provocata dalla puntura della West Nile. Da quel momento, la sua vita è precipitata in un tunnel di dolore e speranza. Trasportato d’urgenza in un ospedale sardo, Bartolomeo è rimasto per due lunghi mesi in coma, circondato solo dalla dedizione dei medici e dalla preoccupazione della moglie Lilly costretta a vivere quell’attesa straziante lontani da casa. La moglie, con tenacia e amore, ha lottato perché potesse essere trasferito più vicino ai suoi affetti, nella speranza di un miglioramento. Dopo molte peripezie e difficoltà burocratiche, il trasferimento è finalmente avvenuto presso il reparto dell’ospedale di Piedimonte Matese. Ma ormai le sue condizioni erano troppo gravi. Bartolomeo si è spento lì questa mattina circondato dall’amore dei suoi cari, moglie figlie e sorella, lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile. Toccare altri aspetti della sua vita sarebbe ingiusto, scorretto e poco veritiero. Comprava continuamente libri e manuali per rimanere aggiornato su leggi, normative e tecniche, perché la sua professione per lui non era solo un mestiere, ma una vocazione. Era anche un cittadino attivo, partecipe della vita pubblica. Durante la sindacatura del preside Elio Meschinelli, aveva ricoperto il ruolo di consigliere comunale, e prima la candidatura a sindaco contribuendo con competenza e dedizione allo sviluppo del territorio. In pochi mesi, la comunità ha perso due fratelli ingegneri, due pilastri della competenza e della correttezza professionale. Una ferita doppia, che lascia sgomenti amici, colleghi e concittadini. Lauro domani si stringerà attorno alla sua famiglia, nel dolore e nel ricordo. Perché ci sono uomini che, anche quando se ne vanno, continuano a costruire ponti di memoria e gratitudine. L’ingegnere Festa è uno di questi.



