Dopo le dichiarazioni del sindaco di Sparanise Fabrizio De Pasquale, che nel nostro articolo ha sottolineato a “Sparanise in movimento”: “Ammettono la gravità dello scioglimento, ma allo stesso tempo minimizzano il loro ruolo nel creare questa situazione. La loro ipocrisia è lampante nel tentativo di screditare la mia amministrazione usando l’origine delle classifiche come scusa, mentre la vera questione è la responsabilità politica di chi ha permesso che il comune cadesse nelle mani della criminalità organizzata“. Ecco che è scesa in campo una fan di Sparanise in Movimento che, con un post sui social, si è affannata a difendere il movimento scrivendo: “Quindi è questo il messaggio? Chi è parte di Sparanise in Movimento è camorrista? Davvero? No: Sim è un movimento politico composto da persone perbene. Abbiamo il diritto e il dovere di denunciare le centinaia di scelte discutibili che vengono fatte in città. Se pensate di zittirci solo perché facciamo parte del movimento, vi sbagliate di grosso…”
Cara signora, ci fa davvero piacere che abbia letto e perfino pubblicato il nostro articolo: più lettori abbiamo, meglio è. E ci fa ancora più piacere sapere che tra i nostri lettori ci siano anche coloro che hanno querelato Officina0823 solo perché ha osato riportare ciò che è scritto negli atti ufficiali dello Stato. Perché, conviene ricordarlo, lo scioglimento del comune di Sparanise per infiltrazioni mafiose non l’ha inventato né il sindaco De Pasquale né questo giornale. È un fatto certificato, sancito nei documenti istituzionali. Officina0823 non fa altro che raccontarlo, come è suo dovere fare. E allora, cara lettrice, l’indignazione va indirizzata dove serve. Non contro chi informa, ma contro chi ha consentito che un comune venisse sciolto per simili motivi. Nessuno ha definito “camorristi” i membri di Sparanise in Movimento, ma è legittimo far notare le contraddizioni di chi oggi punta il dito dopo aver avuto un ruolo, diretto o indiretto, nella stagione che ha condotto a quel disastro amministrativo. Noi continuiamo a stare ai fatti, non agli slogan. Gli atti parlano da soli, e chi li teme forse ha qualcosa da nascondere. Officina0823 resta dalla parte della verità documentata, anche quando dà fastidio.



