Oggi: 02 Set, 2026
mestro Di Stefano
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La scomparsa del compositore Sandro Di Stefano di solo 56 anni: la Ciociaria perde il suo maestro più generoso e raffinato

9 mesi fa

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Tra i suoi lavori più celebri gli arrangiamenti per De André, Lavezzi, Bennato e Montecorvino, testimonianza di una sensibilità unica.

La notizia della scomparsa di Sandro Di Stefano, spentosi a soli 56 anni dopo una breve malattia, ha attraversato Ceccano e tutta la Ciociaria come un’ondata improvvisa di dolore. Non è soltanto un lutto, ma una frattura profonda nel tessuto culturale e umano di un territorio che, grazie a lui, ha visto crescere generazioni di musicisti e ha fatto risuonare la propria voce oltre ogni confine. Il percorso artistico di Di Stefano affonda le radici proprio nella sua terra. Al Conservatorio “Licinio Refice” di Frosinone iniziò il suo cammino, con quella determinazione silenziosa che lo avrebbe accompagnato per tutta la vita. Le basi solide costruite in Ciociaria lo portarono poi al Conservatorio “Casella” dell’Aquila, dove conseguì il diploma con brillantezza. Da lì, un’ulteriore tappa fondamentale: la specializzazione nella musica da film con Stelvio Cipriani al “Net” di Mogol, esperienza che lo avvicinò ancora di più a un linguaggio sonoro raffinato, capace di fondere tecnica ed emozione. Molte delle sue collaborazioni sono rimaste scolpite nella memoria collettiva: l’arrangiamento orchestrale de La canzone dell’amore perduto di Fabrizio De André, interpretato da Mario Lavezzi, o la suggestiva È na Janara, creata per Eugenio Bennato e registrata con Pietra Montecorvino. Lavori che non mostrano solo maestria, ma soprattutto sensibilità artistica. Eppure, oggi, più dei successi, emergono i racconti delle persone. Studenti del Berklee College of Music e dei conservatori italiani parlano di lui come di un mentore raro, capace di guidare senza imporsi, di correggere senza ferire, di trasmettere entusiasmo prima ancora che tecnica. Colleghi e collaboratori ricordano un professionista impeccabile, ma soprattutto un uomo gentile, attento, generoso. Le sue composizioni continueranno a fluire, come un ponte invisibile tra la Ciociaria e il mondo, un legame che nessuna assenza potrà spezzare.

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