In politica non è solo questione di voti, ma di una matematica che talvolta sa essere beffarda. L’ultima tabella sugli indici di ponderazione per le elezioni provinciali del prossimo 1° marzo 2026 mette nero su bianco un piccolo “corto circuito” istituzionale, il voto di un consigliere comunale di Cellole varrà più di quello di un collega della vicina Sessa Aurunca. Uno smacco, soprattutto per chi è abituato a considerare Sessa la “capitale” del territorio. Il sorpasso emerge chiaramente dai numeri: Cellole, che rientra nella fascia dei comuni tra i 5.000 e i 10.000 abitanti, ha un indice di ponderazione di 96. Sessa Aurunca, nonostante sia più grande e appartenga alla fascia superiore (tra i 10.000 e i 30.000 abitanti), si ferma invece a 90. In parole povere, per una volta, il pesce piccolo mangia quello grande. Ma com’è possibile? La spiegazione sta nel meccanismo della Legge Delrio e nel momento difficile che attraversa la provincia. I tanti commissariamenti dei comuni hanno infatti “svuotato” i banchi di molti consigli comunali. Essendoci meno elettori attivi (sindaci e consiglieri) in alcune fasce rispetto alla popolazione che rappresentano, il valore specifico di ogni singolo voto rimasto in carica sale vertiginosamente. Nella fascia di Cellole, la rarefazione degli amministratori ha fatto schizzare l’indice verso l’alto; nella fascia di Sessa, la presenza di più amministratori ha invece “diluito” il peso del voto singolo. Cellole si scopre inaspettatamente più “pesante” e decisiva nelle urne rispetto alla storica vicina. Naturalmente questi dati non sono definitivi fino al voto, nel caso dovesse cadere qualche altro comune, il calcolo deve essere rifatto.

SESSA AURUNCA/CELLOLE – Elezioni Provinciali, il paradosso dei numeri, Cellole “pesa” più di Sessa Aurunca. Lo smacco della ponderazione.
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