La proposta di Legambiente di istituire un osservatorio ambientale per monitorare l’impianto di rifiuti che la Eco Italia Green vuole realizzare in località Quintola è senz’altro un passo importante per la trasparenza. Tavoli tecnici, esperti e controlli periodici di ARPAC e ASL, garantiranno verifiche costanti e Legambiente sicuramente farà la propria parte con attenzione e rigore.
Ma non si può ignorare ciò che questa mossa implica: “il progetto si farà!”. L’Osservatorio non nasce per bloccare l’impianto, ma per seguirne l’attuazione. Località Quintola si trova in territorio di Sessa Aurunca, ma praticamente incollata a Cellole, vicina alle case e al mare. Un territorio che oggi rischia di pagare un prezzo altissimo per un’opera di grandi proporzioni.
Forse qualcuno si aspettava barricate, come quelle che “Basta Impianti” nell’Agro Caleno. Invece ci si affida alla burocrazia e al linguaggio rassicurante della co-progettazione e della partecipazione, mentre la realtà è che non si sta tentando di impedire la costruzione. Si discute di controlli, report e verifiche, ma il destino del litorale è già segnato.
L’Osservatorio sarà utile, certo, ma serve a vigilare su un intervento che trasformerà profondamente il territorio, senza che nessuno provi davvero a fermarlo. Il monitoraggio non è opposizione. E questo è il punto che tutti dovremmo tenere a mente, trasparenza sì, ma azione politica per evitare il danno zero.

EDITORIALE|SESSA AURUNCA – Legambiente propone un Osservatorio per l’impianto di rifiuti in loc. Quintola, ma questo conferma che non si cercherà di impedirlo
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