Il clima politico a Pignataro Maggiore si fa sempre più incerto e, dopo l’addio tra Patto Civico e Pignataro 2030, le acque sono tutt’altro che calme. Il gruppo guidato da Vincenzo Romagnuolo ha infatti intrapreso una serie di colloqui con diverse figure vicine a Pignataro 2030. L’idea, secondo chi segue da vicino le vicende del palazzo, sarebbe quella di erodere il consenso attorno a Pietro Mercone, provando a portare dalla propria parte volti nuovi o simpatizzanti storici. Per ora questi movimenti non hanno spostato gli equilibri, ma bastano a rendere l’atmosfera imprevedibile, in un contesto dove le sorprese sembrano essere dietro l’angolo. Non va meglio sul fronte del Partito Democratico, dove Maria Bonacci sta lavorando per costruire una proposta progressista solida. Il problema è che il PD locale deve fare i conti con un’anima divisa in due, una spaccatura resa ancora più evidente dal recente tesseramento del gruppo di Cesare Cuccaro. Al centro della contesa c’è la centrale a biometano di Cauciano, da una parte la Bonacci e i suoi dicono un “no” deciso all’impianto, dall’altra Cuccaro difende l’investimento considerandolo un’occasione di sviluppo. Trovare una sintesi tra visioni così opposte, a oggi, sembra un’impresa davvero difficile.

PIGNATARO MAGGIORE – Romagnuolo tenta il dialogo con i fedelissimi di Mercone e il Pd si spacca sul biometano.
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