
Fine settimana con una performance di buona sanità all’Ospedale Nuovo San Rocco di Sessa Aurunca. L’equipe chirurgica ha posto in essere un eccezionale prelievo di organi (spesso, erroneamente, definito “espianto”). Un prelievo multiplo che ha riguardato fegato, reni e cornee di una signora deceduta – come da informazioni assunte – tra mercoledì notte e giovedì mattina, 20 febbraio 2026, nel reparto di rianimazione della stessa struttura sanitaria.
Organi che daranno la possibilità di vivere con la dovuta dignità e qualità ad altre persone, altre vite in diverse parti d’Italia. Si è avuto, infatti, il riscontro rispetto a precise necessità di persone in attesa, secondo quanto emerso poi dalla piattaforma informatica integrata. Una prima necessità è emersa da Pisa (per il fegato), mentre dalla città di Ancona il sistema segnalava l’attesa di reni per un paziente in condizioni critiche. Infine, un preciso segnale luminoso riguardava un nosocomio di Napoli, presso il quale era presente una richiesta di cornee, preziosi organi della vista.
Nella stessa mattinata di giovedì gli organi prelevati sono partiti, con la dovuta accuratezza logistica nella gestione dei trasporti (attraverso l’utilizzo delle ambulanze) per le diverse destinazioni, con l’avvicinamento e la consegna in aeroporto. A monte di simili straordinari interventi va data la notizia dell’impegno profuso dall’equipe medica del San Rocco, perfettamente coordinata, che prevede, tra l’altro, l’osservazione per 24 ore eseguita dai responsabili del reparto rianimazione e i successivi esami e controesami. Tutto questo fino all’inserimento in piattaforma digitale.
Così come per le pecche del sistema sanitario – pubblico e privato – e gli eventuali scongiurabili errori, ci teniamo come organo di stampa a diffondere anche notizie estremamente positive. Che si sappia, dunque, che questa è la terza volta negli ultimi anni che a Sessa Aurunca si eseguono interventi di prelievo di organi vitali. Il tutto con il suo naturale portato di difficoltà, superate: le ambulanze allertate, il coinvolgimento e la scorta dei Carabinieri, la delicatezza del trasporto in condizioni di massima tutela (e oggi si sa bene cosa accade quando un organo prelevato subisce dei danni durante il tragitto), la coincidenza con gli aerei e lo stesso imbarco di materiali di provenienza umana. Un complimento sincero a tutta l’equipe medica.



