
A Pignataro Maggiore il dibattito interno al Partito Democratico si accende. Dalla nota di Dario di Camillo, giovane professionista, fondatore e storico esponente del PD pignatarese, sembra emergere una posizione senza margini di ambiguità: difesa del territorio, rifiuto di nuovi impianti considerati impattanti e un “no” definito come “non negoziabile” all’impianto di Cauciano.
Parole dure, dal momento che il PD Pignatarese ha sostenuto alle passate elezioni un’ amministrazione che aveva ben pochi punti di discontinuità con la precedente e che, di certo, non si è distinta per le nettezza delle sue posizione sulla difesa dell’ ambiente.
Dichiarazioni importanti da parte dell’ala storica del PD, che sembra mettere distanza con le con le posizioni degli iscritti più recenti.
Di Camillo sottolinea come il partito debba tracciare una linea chiara, destinata a diventare il perimetro invalicabile di ogni futura proposta politica.
“Non tutti i partecipanti hanno espresso con chiarezza la piena adesione a questi principi – viene evidenziato – ma su questi punti non esistono spazi per incertezze, compromessi al ribasso o ripensamenti dell’ultimo momento che hanno il sapore della falsità”.
Al centro della presa di posizione non c’è solo la questione ambientale, ma anche un richiamo forte alla coerenza politica e alla discontinuità rispetto al passato amministrativo.
Un passaggio che suona come un monito interno: chi intende rappresentare il Partito Democratico deve farlo “con convinzione, senza ambiguità e senza capriole acrobatiche”.
Il riferimento è a possibili manovre politiche o accordi che, secondo questa visione, rischierebbero di snaturare l’identità del partito.
“È inaccettabile qualsiasi percorso che tenti di spostare l’asse politico su un terreno di continuità con il passato, o che provi a svuotare di contenuto le posizioni emerse in assemblea”.
Parole dure anche verso chi vedrebbe il PD come un semplice contenitore elettorale: “Chi pensa di poter usare il Partito Democratico come strumento di operazioni già definite altrove e non condivise dall’assemblea, sbaglia di grosso e sappia fin da subito che non mi rappresenta”.
Il Partito Democratico sarà capace di elaborare un progetto politico chiaro, senza lasciarsi tentare dalle scorciatoie elettorali dell’ultimo momento? Sarà la linea del giovane Di Camillo a prevalere? Se la Storia avesse davvero degli allievi, la risposta sarebbe scontata. Ma, per dirla con Gramsci, la storia insegna… senza però avere scolari.
L’auspicio è che a Pignataro la politica torni al centro, anche a costo di sacrificare qualche voto.


