Oggi: 03 Set, 2026
Carlo Marino
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CASERTA – Il Tar del Lazio spegne l’ultima speranza di Marino: confermato lo scioglimento del Comune per camorra

5 mesi fa

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Niente da fare per Carlo Marino. Il TAR ha respinto il ricorso presentato dall’ex sindaco di Caserta contro il decreto del Presidente della Repubblica del 23 aprile 2025, con cui era stato disposto lo scioglimento del consiglio comunale e la nomina di una commissione straordinaria per la gestione provvisoria dell’ente per diciotto mesi. La porta verso la poltrona di primo cittadino si chiude definitivamente, almeno per questa via.
I giudici amministrativi hanno ritenuto fondati gli elementi posti alla base del provvedimento governativo. Tra i profili più gravi emersi agli atti, il sostegno elettorale ricevuto durante la campagna del 2021 da parte di imprenditori e soggetti noti per i loro legami con i clan camorristici locali, nonché il rapporto di parentela tra un ex consigliere e un esponente riconducibile all’area del clan Belforte.
Pesante anche il capitolo degli appalti pubblici, finiti al centro delle valutazioni del Collegio: affidamenti per la messa in sicurezza di un collegamento viario, la gestione del ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani, servizi socio-assistenziali e la gestione dei parcheggi cittadini sarebbero stati assegnati a imprese ritenute vicine ad ambienti della criminalità organizzata casertana.
Un passaggio particolarmente critico ha riguardato il dirigente comunale Franco Biondi, al quale Marino aveva continuato ad assegnare incarichi nei settori più strategici dell’ente nonostante il suo coinvolgimento in più procedimenti giudiziari e l’applicazione di misure cautelari. Una scelta che il Tribunale ha giudicato significativa ai fini del proprio giudizio complessivo.
L’ex sindaco è stato condannato al pagamento delle spese di lite in favore della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dell’Interno e dell’Ufficio Territoriale del Governo di Caserta, per un totale di tremila euro. Le spese sono state invece compensate nei confronti delle altre parti del giudizio.

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