
A Pignataro Maggiore la clessidra corre veloce verso il 25 aprile, termine ultimo per presentare le liste, e l’aria si fa pesante. In questo clima di incertezza, l’ipotesi che sta facendo più rumore è quella di una “fusione a freddo” tra i gruppi di Cesare Cuccaro e Piergiorgio Mazzoccolo, un’alleanza che molti in città hanno già ribattezzato come l’accordo della disperazione. Si tratterebbe di un’unione tra realtà storicamente distanti, che per tentare la scalata al comune sembrerebbero disposte a mettere da parte divergenze profonde, come la vecchia e mai risolta questione della centrale a biomassa di Cauciano. A questo schieramento potrebbe aggiungersi anche il movimento Pignataro 2030 di Pietro Mercone, rendendo il quadro ancora più eterogeneo. Sul fronte opposto, invece, prende corpo una convergenza tra Vincenzo Romagnuolo e l’area di Giorgio Magliocca, con il possibile sostegno di Maria Bonacci e del partito democratico. Come sempre accade da queste parti, i veri colpi di scena sono attesi nelle ultime ore della notte, quando la politica locale gioca le sue carte definitive.


