Il toto-candidature che precede ogni tornata elettorale non porta con sé novità sostanziali. Nessuna proposta inedita, nessuna visione che rompa gli schemi. Solo un rimescolamento di nomi e appartenenze che ricorda, con una precisione quasi nostalgica, le squadre che si formavano da ragazzi nei campetti di periferia o nel cortile dell’oratorio: stessi giocatori, maglie diverse. Quel che davvero stupisce è che ci sia ancora qualcuno capace di stupirsi. Anche questa volta sta andando in scena l’ennesima replica della commedia pre-elettorale, con la stessa puntualità con cui ogni inizio estate tornano sugli schermi televisivi le repliche di Sapore di mare uno e due. C’è chi lamenta l’assenza di facce nuove disposte a mettersi in gioco. Ma la medaglia, come sempre, ha due facce: il problema, forse, non sono le facce nuove che non si mettono in gioco, ma le vecchie che continuano a giocare.



