Oggi il futuro del punto nascita dell’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca è approdato in Regione Campania, nell’audizione convocata da Loredana Raia, presidente della V Commissione permanente Sanità e Sicurezza Sociale. Un appuntamento atteso, che ha portato al tavolo istituzionale il vicesindaco di Sessa Aurunca Italo Calenzo e il consigliere regionale del territorio Giovanni Iovino, presenza che da sola racconta quanto questa battaglia sia sentita sul territorio. Ma il nome che ha pesato di più in sala è un altro, quello di Gennaro Oliviero, consigliere regionale che nella passata legislatura, quando sedeva sulla poltrona di presidente del Consiglio regionale, aveva avallato la delibera con cui la giunta di Vincenzo De Luca dispose la chiusura del punto nascita. Oggi è lui stesso a chiedere che quella delibera venga ritirata. Il provvedimento contestato nacque dall’applicazione di una norma nazionale che obbliga le strutture a raggiungere almeno 500 parti l’anno per restare operative. Una soglia che il San Rocco non riusciva a garantire, così come le strutture analoghe di Sapri e Piedimonte Matese, travolte dallo stesso provvedimento. La nuova amministrazione regionale sembra oggi intenzionata a voltare pagina, ma prima di qualsiasi passo concreto bisognerà aspettare la sentenza del TAR, che su ricorso presentato da Sapri ha già accordato la sospensiva e che entrerà nel merito a fine maggio. Il nodo però è più profondo. Il San Rocco da anni perde partorienti, che sempre più spesso scelgono le cliniche private, Villa Fiorita a Capua e Pineta Grande a Castelvolturno sono diventate mete abituali per le famiglie del territorio, in un lento svuotamento del servizio pubblico che nessuna revoca di delibera, da sola, potrà fermare senza un piano serio di limitazione delle convenzioni con le strutture private

SESSA AURUNCA – Il punto nascita del San Rocco approda in commissione sanità, Oliviero che da presidente del Consiglio portò la delibera di chiusura, ora chiede di revocarla
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