Un’operazione dei Carabinieri del Gruppo per la Tutela dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di Napoli, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha portato oggi 22 maggio all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone ritenute responsabili di traffico illecito di rifiuti, associazione a delinquere, riciclaggio e gestione illecita di rifiuti. Nove in totale gli indagati, con l’aggravante della agevolazione di tipo mafioso. Al centro dell’inchiesta, avviata nell’aprile 2023 dai Carabinieri del NOE di Napoli e Caserta, un’azienda di Castel Volturno che avrebbe smaltito illecitamente circa 25.000 tonnellate di rifiuti speciali non pericolosi, in prevalenza fanghi di depurazione e inerti da demolizione, su terreni agricoli di Capua, Mondragone e Castel Volturno, e all’interno di due laghetti naturali nelle vicinanze dell’azienda stessa. Particolarmente grave lo sversamento nei laghetti di fanghi provenienti dalle industrie conserviere dell’agro nocerino-sarnese, con un forte impatto sull’ambiente e sulla qualità della vita dei residenti, costretti a convivere con esalazioni maleodoranti. Per mascherare il traffico illecito, gli indagati avrebbero creato falsi documenti di trasporto nei quali i fanghi venivano classificati come “sabbione” o materiale edilizio. Il profitto illecito stimato ammonta a circa 1.600.000 euro, già sottoposto a sequestro per equivalente, insieme all’intero complesso aziendale, automezzi, terreni e porzioni di fabbricati. Nel corso delle indagini erano già stati sequestrati almeno sei terreni agricoli. Le indagini hanno trovato riscontro nelle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, già membro del clan dei Casalesi, che ha confermato la riconducibilità dell’azienda, nel passato, al gruppo Bidognetti, citando tra le attività illecite anche lo smaltimento di rifiuti provenienti dai lavori di ampliamento della clinica Pineta Grande di Castel Volturno e dalla pulizia dei lidi balneari domiziani. Le indagini hanno inoltre portato al sequestro di un enorme sito industriale in località Boscofangone nel Comune di Nola, esteso circa 83.825 metri quadrati, dove i rifiuti erano stati interrati nel terreno vegetale durante i lavori di costruzione. Gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza definitiva.

CASERTA/NAPOLI – Fanghi tossici sversati nei campi e in un laghetto, due arresti: 25mila tonnellate di rifiuti illeciti, spunta il clan Bidognetti e la clinica Pineta Grande
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