Una funzione commovente, un sacerdote che si è emozionato fino alle lacrime e una comunità che gli ha voluto dire grazie con il cuore in mano. Trent’anni di sacerdozio di padre Daniele Moschetti, missionario comboniano che ha trascorso la sua vita accanto agli ultimi, nelle baraccopoli e nelle frontiere più dure del mondo, prima di scegliere di fermarsi in questa terra e farne la sua missione. È stato il Comitato Pescopagano in Azione a consegnare al sacerdote una targa e a fargli recapitare una lettera che padre Daniele ha voluto leggere ad alta voce davanti alla sua comunità, la voce rotta dall’emozione. “Trent’anni di sacerdozio sono un traguardo straordinario. Ma la bellezza del tuo cammino sta tutta nel come hai vissuto questi trent’anni. Hai vissuto con le scarpe sporche del fango delle frontiere del mondo, consumandoti le mani e gli occhi accanto agli ultimi, là dove il dolore è più acuto e dove c’è più bisogno di luce, di giustizia e di dignità”, si legge nel testo. Quando è arrivato a Pescopagano ha trovato una realtà ferita e spesso dimenticata, ma non si è girato dall’altra parte. Sotto la sua guida la parrocchia di San Gaetano Thiene è diventata punto di riferimento per l’intera comunità, un luogo in cui la fede si è trasformata in azione concreta, in lotta per la legalità e per il riconoscimento dei diritti. “Ci hai preso per mano e ci hai insegnato che la rinascita di Pescopagano non pioverà dall’alto, ma fiorisce dal basso: dalla dignità del nome di una via, da un numero civico che restituisce esistenza, da ogni singolo diritto finalmente riconosciuto”, recita ancora la lettera. Una celebrazione che ha lasciato il segno, perché quando una comunità riesce davvero a dire grazie, lo si vede negli occhi di chi riceve.

MONDRAGONE – Il Comitato Pescopagano in Azione celebra padre Daniele: targa e lacrime per i trent’anni di sacerdozio tra gli ultimi del mondo
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