Correva…..il 2 aprile 2021, in piena emergenza Covid, tre giovani medici si fermano per un caffè al termine di una lunga giornata trascorsa tra tamponi, vaccinazioni e assistenza ai pazienti. Il bar si trova su corso Trieste, a pochi passi dalla Reggia, dove le consumazioni sono consentite solo all’esterno. Mentre sorseggiano il caffè sul marciapiede, arriva una volante della polizia. I gruppi di giovani presenti si disperdono, mentre i tre medici restano sul posto. Gli agenti li identificano e contestano una violazione delle norme anti-assembramento, notificando a ciascuno una sanzione di 400 euro. I sanitari spiegano di essere appena usciti dal lavoro e di conoscere bene i rischi del contagio: uno proviene dal Distretto Asl di Mondragone, un altro dall’hub vaccinale della caserma Garibaldi e il terzo dall’ospedale di Caserta. Le loro spiegazioni, però, non modificano la decisione degli agenti. Uno dei tre paga la multa di 11 euro e venti centesimi mentre gli altri due presentano ricorso. Dopo cinque anni di silenzio, a pochi giorni dalla prescrizione, ricevono dalla Prefettura di Caserta l’ingiunzione di pagamento, comprensiva delle spese di notifica. “Con il mio avvocato presenteremo nuovamente opposizione”- afferma Luigi Noviello- oggi anestesista all’ospedale di Sessa Aurunca. La pandemia è ormai alle spalle, ma alcune delle sue conseguenze continuano ancora oggi a far discutere.
RETTIFICA
Ci corre l’obbligo di tornare su questo articolo pubblicato nei giorni scorsi, che purtroppo conteneva un errore che ci teniamo a chiarire subito. La fotografia scelta in precedenza per accompagnare il pezzo non c’entrava nulla con la persona di cui si parlava nel testo, un vero scambio di persona dovuto al fatto che il nome coincideva con quello del protagonista della vicenda raccontata. Chi è finito, senza alcuna colpa, dentro quello scatto si è visto associare a fatti che non lo riguardano affatto, e per questo la nostra redazione sente il dovere di scusarsi pubblicamente, con l’augurio che l’increscioso equivoco venga compreso per quello che è stato, una svista nella scelta delle immagini e non una leggerezza nei confronti di chi lavora seriamente ogni giorno per raccontare la cronaca del territorio. Ci auguriamo che la vicenda possa considerarsi definitivamente chiusa.

