Oggi: 02 Set, 2026
raffaele aveta
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CASAPESENNA – Aveta (M5S): “Il caseificio sociale è il riscatto di un territorio, ora serve un piano per i beni confiscati”

2 mesi fa

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Un caseificio sociale e un centro per il benessere degli animali domestici nascono là dove un tempo operava la criminalità organizzata, trasformando un simbolo del potere camorristico in un luogo di lavoro e inclusione per la comunità. È quanto sottolinea il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta, presidente della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale della Campania, intervenendo a margine dell’inaugurazione delle due strutture a Casapesenna, alla presenza del presidente della Regione Campania Roberto Fico e delle altre istituzioni coinvolte. “Quello realizzato a Casapesenna è un esempio concreto di come un bene sottratto alla criminalità possa diventare uno strumento di sviluppo, lavoro, inclusione e riscatto per un intero territorio”: dichiara Aveta, che aggiunge: “Dove prima agiva la camorra, oggi nascono lavoro, servizi e nuove opportunità. Il caseificio sociale potrà valorizzare le produzioni del territorio e favorire percorsi di inserimento lavorativo, mentre il centro dedicato agli animali offrirà un servizio importante alla comunità. È questa la risposta più forte che le istituzioni possono dare alla criminalità organizzata: trasformare i simboli del suo potere in luoghi aperti e utili ai cittadini”. Il consigliere pentastellato guarda già al futuro, chiedendo un’accelerazione sui processi di riassegnazione del patrimonio sottratto alle mafie: “Ora serve incrementare la rapida ed efficace destinazione dei beni confiscati. Troppi beni rischiano ancora di restare inutilizzati, deteriorandosi e perdendo la possibilità di produrre valore sociale”. Aveta indica anche le possibili destinazioni future di queste strutture, pensando alle fasce più fragili della popolazione: “Molte di queste strutture potrebbero essere destinate a nuove forme di accoglienza per anziani, persone con disabilità, famiglie colpite da sfratto e cittadini senza casa. Restituire un bene confiscato alla collettività significa sottrarre definitivamente spazio alla criminalità e restituire dignità, servizi e futuro ai territori”.

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