“L’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale ha diffuso una nota in memoria di Lorena Isceri, assassinata a 45 anni. Il Rettore Marco Dell’Isola ha espresso vicinanza ai familiari della donna e richiamato il ruolo delle università nella prevenzione della violenza di genere. ‘Di fronte alla piaga dei femminicidi, le università non possono restare a guardare’, ha scritto l’Ateneo.”
Alla nota dell’Università si accompagna il ricordo del Direttore Generale Alessandro Quarta, che come Lorena Isceri è originario di Squinzano in provincia di Lecce.
“Ci sono nomi di luoghi che non sono soltanto punti su una carta geografica. Sono pezzi della nostra storia: le strade dell’infanzia, le case, le voci, le persone che abbiamo conosciuto”, scrive.
Quarta evita di soffermarsi sui dettagli della vicenda e concentra la sua riflessione sulla libertà di una donna di interrompere una relazione.
“Aveva fatto una cosa terribilmente normale: aveva deciso che una relazione poteva finire”, osserva. Da qui la riflessione sulla necessità di educare, soprattutto i più giovani, ad accettare anche la fine di un rapporto.
“Si può soffrire. Piangere. Sentirsi perduti. Chiedere aiuto. Ma l’altra persona resta libera”, scrive Quarta.
E aggiunge: “Dobbiamo insegnare ai nostri figli, soprattutto ai maschi, che nella vita si può essere lasciati”.
Per il Direttore Generale, la prevenzione della violenza non può limitarsi alle pene e agli strumenti di protezione. Deve partire prima, nelle famiglie e nelle scuole, dal modo in cui viene insegnato a vivere una relazione e ad affrontare un rifiuto o la fine di una storia.
“Bisogna educare anche alla fine”, scrive Quarta. Perché amare significa anche riconoscere all’altra persona la libertà di vivere senza di noi.

L’Università di Cassino ricorda Lorena Isceri, il messaggio del Direttore Generale Quarta
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