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SANTA MARIA LA FOSSA – Foti, Ferro e Gratteri visitano la Balzana: già finanziati 27 milioni di euro, ne servono altri 15,5 per completare il Parco agroalimentare

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La Balzana torna al centro dell’agenda delle istituzioni nazionali. Non più soltanto un simbolo della ricchezza sottratta ai clan, ma un patrimonio da restituire alla produzione, al lavoro e alla comunità. Questa mattina, martedì 15 settembre, il ministro per le Politiche di coesione Tommaso Foti, il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro e il procuratore della Repubblica di Napoli Nicola Gratteri hanno visitato il complesso agricolo confiscato alla camorra di Santa Maria La Fossa, destinato a diventare il Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania. La giornata si è aperta al Centro di educazione e documentazione ambientale “Pio La Torre”, sede operativa di Agrorinasce, con il convegno “Politiche di Coesione e Beni confiscati”. La delegazione ha poi raggiunto la Balzana per un sopralluogo nelle strutture del complesso, accendendo i riflettori sul futuro di circa 200 ettari tra terreni, abitazioni e strutture rurali, confiscati ai clan e destinati al Comune di Santa Maria La Fossa nel 2017. Il progetto, promosso da Agrorinasce insieme all’amministrazione comunale, punta a trasformare l’ex azienda agricola in un grande Parco agroalimentare regionale, con attività di produzione e trasformazione agricola, formazione, ricerca, accoglienza e turismo rurale. La Balzana è stata il primo progetto esemplare approvato dal Tavolo nazionale della Strategia nazionale per la valorizzazione dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione. Il ministro Foti ha spiegato: “I beni confiscati non possono concludere la loro esistenza con il decreto di confisca. È proprio da quel momento che deve cominciare la rinascita del bene, attraverso una rifunzionalizzazione che qui alla Balzana è già visibile”. Foti ha aggiunto: “Se ci sarà un progetto esecutivo anche per il quinto lotto, noi faremo la nostra parte”, manifestando piena disponibilità a erogare anche l’ultima tranche di finanziamenti, pari a 15,5 milioni di euro. Il ministro ha poi indicato la prospettiva per il complesso agricolo: “Al più presto, e comunque nei tempi che la progettazione e i lavori consentiranno, la Balzana dovrà tornare a essere un corpo vivo per questo paese, che l’ha sempre ospitata e che in passato rappresentava un punto di riferimento per la comunità locale. Oggi può diventare un punto di riferimento anche per la comunità nazionale”. La Balzana, confiscata ai capi del clan dei Casalesi Francesco “Sandokan” Schiavone e Francesco Bidognetti, è al centro di un percorso di recupero realizzato da Agrorinasce con il sostegno finanziario del Governo e della Regione Campania. In estate è arrivato un nuovo stanziamento del CIPESS di 8,5 milioni di euro, destinato al completamento del Lotto 4 e al recupero della zona residenziale del villaggio agricolo, comprese le ville e la piazza del borgo. Il finanziamento si aggiunge ai due precedenti stanziamenti della Regione Campania, per un totale di circa 4,5 milioni di euro. Complessivamente, gli interventi hanno già ottenuto risorse per circa 27 milioni di euro: per completare l’opera e renderla pienamente operativa servono altri 15,5 milioni. Il procuratore Gratteri ha dichiarato: “Alla Balzana è stato fatto un lavoro importante, per questo sono venuto. Recuperare questo bene significa rilanciare il territorio. È questo il senso dell’intervento che si sta realizzando: altrimenti si rischia di gettare i soldi nel pozzo”. Gratteri ha insistito sulla necessità di rendere effettiva la destinazione sociale dei patrimoni sottratti alla criminalità organizzata, sostenendo anche le realtà più piccole: “I beni confiscati vanno assegnati anche a quelle associazioni che non sono di moda, a quelle formate da quattro ragazzi che non sono figli di nessuno, che non hanno un pedigree o una partita Iva”. Ha poi richiamato la necessità di accelerare il percorso di recupero: “Sono migliaia e migliaia i beni sequestrati e confiscati, ma nei decenni passati non si è investito abbastanza per assegnarli, ristrutturarli e renderli fruibili. Ora bisogna correre e colmare questo divario. Non sarà una passeggiata, ma l’importante è che ci sia la volontà”. Per il sottosegretario Ferro, la Balzana rappresenta un passaggio decisivo nella restituzione dei beni confiscati alla collettività: “Il valore di questo intervento è legato innanzitutto all’impegno delle forze dell’ordine e della magistratura. Le sentenze sono fondamentali, ma la lotta alla criminalità si completa quando ai risultati giudiziari si aggiunge la capacità di sottrarre definitivamente i beni alla disponibilità dei clan e restituirli ai cittadini”. La Balzana, ha aggiunto Ferro, è “un bene esemplare”, il cui recupero significa “formazione, produzione, opportunità per i giovani e sviluppo economico”. All’incontro ha partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura Maria Carmela Serluca, che ha ribadito il ruolo della Regione Campania nel percorso di recupero: “Dobbiamo essere vicini a Santa Maria La Fossa e accompagnare la rinascita di questo sito, dimostrando che legalità e sviluppo agricolo possono procedere insieme”. La Regione, ha ricordato, ha già finanziato una parte degli interventi e continuerà a sostenere il progetto: “Parliamo di uno dei più grandi siti agricoli confiscati alla criminalità. La sua valorizzazione rappresenta un’opportunità importante per l’agricoltura e per il rilancio del territorio”. Sono intervenuti anche il Prefetto Maria Rosaria Laganà, direttore dell’ANBSC, che ha sottolineato i progressi raggiunti dall’Agenzia nella destinazione dei beni confiscati ai Comuni, e il Commissario Prefetto Paola Spena, che ha evidenziato il lavoro di amministrazione di oltre 290 progetti finanziati con i fondi di coesione per un totale di 270 milioni di euro, molti dei quali già attivati o in fase di attivazione in tutte le Regioni del Mezzogiorno. Ad accogliere la delegazione è stato il sindaco di Santa Maria La Fossa Nicolino Federico, che ha espresso soddisfazione per la visita: “Questo bene, tra i primi in Italia per estensione territoriale, rappresenta una grande opportunità e, al tempo stesso, una responsabilità per il nostro Comune. In passato ha prodotto benessere per Santa Maria La Fossa. Oggi abbiamo il dovere di restituirgli una funzione produttiva e una nuova redditività, trasformandolo in un esempio di rilancio del territorio”. Soddisfazione anche da parte della presidente di Agrorinasce Maria Antonietta Troncone, che ha sottolineato il valore della collaborazione tra le istituzioni: “È stata una giornata importante, che ha visto la collaborazione di numerose istituzioni e ha riconosciuto la rilevanza del lavoro che Agrorinasce porta avanti ogni giorno. La visita del ministro ha rimarcato l’importanza di garantire le risorse necessarie per concludere i lavori, anche sotto il profilo produttivo”. Troncone ha ricordato che Agrorinasce ha in cura oltre 160 beni confiscati: “Agrorinasce da circa 30 anni opera con i Comuni soci nella valorizzazione dei beni confiscati, e in futuro avremo delle sfide importanti anche in nuovi Comuni come Torre Annunziata e il Comune di Marano”. L’amministratore delegato di Agrorinasce Giovanni Allucci ha sottolineato il significato della giornata: “Oggi è stata per noi una giornata importantissima, perché testimonia il lavoro portato avanti sui beni confiscati. Ci faceva piacere che anche altre amministrazioni potessero conoscere la nostra esperienza e comprendere il valore delle politiche di coesione”. Allucci ha ringraziato il ministro per l’ulteriore dotazione finanziaria, che consentirà di recuperare le ville familiari e realizzare appartamenti destinati ai dipendenti che lavoreranno all’interno del complesso. La prospettiva, ha ribadito, è riportare la Balzana alla sua vocazione originaria: “Diventerà un Parco agroalimentare dei prodotti tipici della Regione Campania: un luogo di produzione, come lo è stato in passato e come vogliamo che torni a essere in futuro. Un luogo dove le persone potranno vivere e lavorare, dove si creeranno occupazione e socialità. Un progetto che ambisce a diventare un esempio, anche a livello internazionale, di recupero e riuso dei beni confiscati”. Il prossimo passo sarà accelerare la realizzazione del Lotto 4, grazie anche ai fondi assegnati in estate dal CIPESS, e avviare la progettazione del Lotto 5: “La Balzana può vivere davvero soltanto se ci saranno produzione agricola e trasformazione dei prodotti. È questo il segnale che vogliamo dare”, ha concluso Allucci. Alla visita hanno partecipato anche il prefetto di Caserta Lucia Volpe e il presidente della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo per la Campania, Massimo Gagliardi, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni locali, provinciali e regionali, delle forze di polizia, della magistratura, delle associazioni di categoria e dei sindacati.

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