Oggi: 03 Set, 2026

Rimossa rete illegale di 5 km a Castel Volturno: salvati animali marini, ma una tartaruga muore

1 anno fa

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Un’operazione congiunta tra la Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale (Roan) di Napoli e l’organizzazione internazionale per la conservazione marina Sea Shepherd ha portato, alla rimozione di una rete da pesca illegale lunga circa cinque chilometri nelle acque antistanti Castel Volturno, in Campania. La rete, posizionata a poca distanza dalla costa, si trovava in una zona strategica per la nidificazione della tartaruga marina Caretta caretta, specie vulnerabile secondo la Lista Rossa IUCN. Proprio per questo motivo, l’intervento è stato definito cruciale per la tutela della biodiversità e la salvaguardia di uno degli ecosistemi marini più delicati del Mediterraneo. A condurre l’operazione è stata la nave Sea Eagle di Sea Shepherd, in stretta sinergia con le unità navali della Guardia di Finanza. Grazie alla collaborazione e all’esperienza congiunta, la rete è stata localizzata, recuperata e rimossa senza danneggiare ulteriormente l’ambiente circostante. Al suo interno, i volontari e i militari hanno trovato numerosi esemplari di fauna marina, tra cui seppie, granchi e altri animali, ancora vivi e rilasciati immediatamente nel loro habitat naturale. Tuttavia, la scoperta più amara è arrivata poco dopo: una Caretta caretta senza vita è stata trovata imprigionata tra le maglie della rete. Un’immagine dolorosa, ma necessaria, per comprendere l’impatto distruttivo degli attrezzi da pesca illegali, che continuano a rappresentare una minaccia concreta per le specie protette e per la salute del mare. “Gli attrezzi da pesca illegali sono trappole silenziose che devastano interi ecosistemi marini: non selezionano, non risparmiano. Intrappolano tartarughe, cetacei, squali e ogni forma di vita marina che entra nel loro raggio d’azione. Tollerarli significa accettare la distruzione sistematica del nostro mare”, ha dichiarato Andrea Morello, presidente di Sea Shepherd Italia.

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