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limone e de luca
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De Luca deciso a piazzare Limone all’Asl Caserta (se non l’ha già fatto): sanità nel caos, piano di rientro bocciato e rischio commissariamento

9 mesi fa
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In Campania la sanità torna sull’orlo del baratro. Il piano di rientro presentato dalla Regione è stato bocciato dal Ministero della Salute, e la prospettiva di un nuovo commissariamento non è più una minaccia lontana. Eppure, a Palazzo Santa Lucia si continua a giocare con le nomine politiche, mentre il sistema sanitario implode sotto i colpi di inefficienze, tagli e assenza di visione. Le ultime indiscrezioni parlano chiaro: Antonio Limone sarebbe stato scelto da Vincenzo De Luca come nuovo direttore generale dell’Asl di Caserta, una delle aziende sanitarie più importanti e complesse della Campania. A fianco, all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano, il nome è quello di Gennaro Volpe. Due incarichi delicati, assegnati in un momento critico, con il solito metodo: fidati del cerchio magico, zero trasparenza, logiche di potere. Il nome di Limone non è nuovo. Veterinario, attuale presidente dell’Istituto Zooprofilattico del Mezzogiorno, già al centro della discussa gestione della crisi bufalina che ha devastato la filiera campana, ora si prepara a gestire un’ASL da oltre un milione di assistiti, otto ospedali e problemi strutturali mai risolti: dalla brucellosi alla Terra dei fuochi, dai contenziosi interni alle pressioni esterne. Tutto questo con un conflitto di interessi evidente, essendo ancora a capo di un ente che lavora a stretto contatto con la stessa ASL. Prima di lui, sembrava fatta per Mario Ferrante. Poi il dietrofront, senza spiegazioni ufficiali. Un copione già visto. La Regione ha lasciato l’ASL Caserta 1 senza guida per mesi, tra promesse, silenzi e retroscena. E mentre la politica decide se piazzare l’uomo giusto o l’uomo fedele, i cittadini aspettano cure e risposte. Nel frattempo, il sistema è al collasso. Punti nascita chiusi, personale allo stremo, pronto soccorsi nel caos. I reparti soffrono la carenza di medici, gli infermieri sono al limite, gli utenti pagano disservizi sempre più gravi. Ma a Santa Lucia si muove tutto solo in funzione delle elezioni regionali. De Luca tratta la sanità come un campo di battaglia elettorale, non come un servizio pubblico. E così, con un piano bocciato, conti che non tornano, e una gestione sempre più centralizzata e opaca, la Campania rischia seriamente di essere commissariata di nuovo. Come ai tempi peggiori. Questa non è solo una crisi sanitaria. È una crisi di credibilità politica, alimentata da un sistema che mette gli interessi del governatore davanti ai bisogni dei cittadini. E intanto, mentre De Luca prende tempo, la sanità affonda. Con o senza direttore.

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