
COMUNICATO STAMPA ASSEMBLEA POPOLARE BASTA IMPIANTI
Probabilmente è impossibile restituire il portato e la complessità delle emozioni che l’assemblea
popolare di ieri, imponente, storica, toccante, ha prodotto. A restituire quella complessità, più che un comunicato, saranno le iniziative che nelle prossime settimane e mesi si svilupperanno. Quella complessità verrà restituita nelle future assemblee, nelle fiaccolate, nei cortei, nei capannelli spontanei nei bar e fuori dalle scuole, nelle funzioni religiose e nelle sagre dei nostri paesi, negli eventi sportivi e nelle serate musicali.
Proviamo però a fissare alcuni punti, necessari, per rilanciare gli appuntamenti che il Movimento ha cominciato a costruire.

L’assemblea si è aperta con le testimonianze coraggiose di donne che combattano la battaglia più dura, quella con le malattie oncologiche. Così come altrettanto coraggiose sono state le
testimonianze dei familiari dei nostri martiri. Testimonianze che hanno restituito il dolore e il lutto che viviamo su questo territorio, ma lo hanno fatto senza lasciarsi andare alla commiserazione, al vittimismo e alla rassegnazione. Interventi che hanno restituito la necessità dell’abbraccio e del calore della comunità, la necessità di stringersi forte e camminare fianco a fianco nella lotta, tanto
contro la malattia, tanto contro l’intreccio di politica e camorra che ha martoriato il nostro territorio.
Tantissimi gli interventi, dai saluti del vescovo della diocesi di Teano che era fuori sede ma ci
teneva mandare un messaggio all’assemblea, passando, in un flusso interminabile ma ordinato e compatto, per gli interventi dei Medici per l’ambiente, di giornalisti, comitati, movimenti e
associazioni provenienti da tutta la Campania, singoli cittadini, ex amministratori.
Trent’anni di lotte, trent’anni di comunità che fiere e orgogliose resistono, ieri hanno mostrato, in forma plastica, che in questi anni, sotto le ceneri non sono bruciati soltanto gli scarti dei rifiuti, ma che anche quando i movimenti sembravano assopiti, covava la possibilità di uno scarto storico. Perché se è vero che le tante vittorie, anche significative, non sono bastate a sventare il disastro ambientale, ad oggi, siamo di fronte ad un movimento che non vuole limitarsi a dire “basta impianti” e “bonifiche immediate”, ma che è pronto a costruire una lotta che cambi radicalmente la vocazione di questo territorio per invertire, una volta per tutte, quel destino in cui a farla da padrone è il connubio tra politica, camorra e imprenditoria parassitaria. La cappa di silenzio ed omertà è definitivamente sfondata. I responsabili del disastro ambientale vengono indicati in pubblica piazza.
I Medici per l’ambiente hanno messo in evidenza il nesso tra le malattie oncologiche e il disastro
ambientale, i tentativi di insabbiamento che ancora continuano e la necessità di una lotta che sappia unire mobilitazione da un lato e il dare battaglia anche nelle aule di tribunali e nei vari enti provinciali e regionali dall’altro.
Avvocati e giornalisti hanno sottolineato l’impatto storico e gli spazi di possibilità che apre la
sentenza della CEDU che ha condannato lo Stato Italiano per il disastro delle Terra dei Fuochi e per
non avere tutelato il diritto alla vita su questi territori. La sentenza imporrebbe, che in due anni, lo Stato dovrebbe risarcire e risanare questi territori e le sue comunità. Inoltre, la sentenza permette ai cittadini di costituirsi in comitati per essere parte attiva nel risanamento e fare in modo che quella sentenza non resti inapplicata.
L’assemblea ha posto l’accento su come, indipendentemente dagli schieramenti politici che si sono susseguiti, in tutti questi decenni la Regione Campania e tutti i suoi enti, primo su tutto l’Arpac, non solo non sono stati capaci di affrontare la questione, ma si sono dimostrati completamente collusi con gli interessi che hanno prodotto il disastro ambientale. Il Movimento pensa che non solo la Regione non sia in grado di gestire il disastro in corso e il necessario percorso di risanamento e
bonifica, ma non sia assolutamente nei sui interessi. Lo dimostra, come sottolineato dal giornalista Salvatore Minieri, il fatto che nelle ultime settimane, dopo gli incendi di Teano e Pastorano, siano state rilasciate almeno altre 5 autorizzazioni per la costruzione di impianti sul territorio casertano, e l’ampliamento di altri già esistenti. Come ha detto il dottor Gaetano Rivezzi, le elezioni regionali non si dovrebbero tenere. Crediamo si dovrebbe cominciare a parlare di commisariamento popolare
della Regione.
Per questi motivi pensiamo sia necessario fare uno scarto e che i soldi stanziati (al momento
spiccioli) e quelli che dovremmo pretendere vengano stanziati, debbano essere gestiti sotto il
controllo delle comunità senza passare per enti regionali e provinciali che hanno dimostrato in
questi anni di essere collusi con gli interessi affaristici e camorristi di questo territorio.
Quello che chiediamo e pretendiamo è un tavolo interministeriale con i ministeri dell’ambiente,
della sanità, dell’economia e dell’agricoltura.
Ai sindaci e agli amministratori del nostro territorio diciamo che, anche quando in buona fede, non si è fatto abbastanza, non vediamo coraggio e responsabilità verso il territorio. Se vogliono dimostrare di avere a cuore le sorti delle comunità, devono mettere in campo tutti gli strumenti politici, legali e non, non solo per impedire l’installazione di nuovi impianti, ma anche mappare e fare controlli su quelli già esistenti e portarli a chiusura là dove si palesano delle irregolarità. Ma sopratutto, quello che chiediamo ai sindaci e di mettersi la fascia tricolore e partecipare a tutte le
mobilitazioni delle comunità. Chi non ci sarà, dimostrerà di essere complice del disastro ambientale e come tale verrà trattato.
I territori sono ufficialmente mobilitati e il movimento ha già fissato i prossimi appuntamenti.
Le mamme del movimento hanno annunciato per giovedi 18 settembre una fiaccolata silenziosa
per dare luce ai nostri martiri.
Quel silenzio si trasformerà in rabbia sabato 27 settembre, quando un grande Corteo Popolare a
carattere regionale diventerà la voce dei nostri martiri. Nei prossimi giorni renderemo pubblico
l’appello e la convocazione di questa giornata aperta alle adesioni di tutte le realtà, i movimenti,
comitati, associazioni e singoli.
Per avvicinarci a questi appuntamenti convochiamo ogni settimana un’assemblea popolare itinerante. La prima si svolgerà martedì 2 settembre a Vitulazio in Piazza Riccardo II (il
cavajuolo).
LA VOCE DEI MARTIRI EVOCA UNA NUOVA ERA PER I NOSTRI TERRITORI!


