
Visto che i cittadini dell’Agro Caleno sono ormai abituati alle esalazioni tossiche, a Vitulazio si è voluta consolidare la tradizione: l’assemblea dei movimenti ambientalisti si è tenuta tra i gas delle auto in corsa, poiché si è ritenuto che non fosse necessario chiudere la piazza nonostante la massiccia partecipazione di centinaia cittadini provenienti dall’intero territorio. La protesta popolare non si arresta, il movimento popolare cresce ma la politica resta un passo indietro, anzi è proprio ferma ai blocchi di partenza.A un meno di un mese dalla grande mobilitazione popolare del 27 settembre e alla fiaccolata commemorativa per i martiri della terra dei fuochi, nessuna amministrazione ha prodotto una delibera consiliare per dire basta agli insediamenti nocivi nell’Agro Caleno. Il comune di Pignataro Maggiore ha prodotto un comunicato stampa in cui ribadisce il no all’installazione di impianti insalubri, un atto sicuramente apprezzabile, ma privo della rilevanza amministrativa e della forza politica proprie di una delibera consiliare. Delibera che- si spera- possa essere tanto convincente da persuadere anche i più scettici: coloro i quali votarono contro la storica delibera dell’amministrazione Cuccaro e che attualmente occupano posizioni apicali nell’amministrazione Palumbo. Ancora avvolta dal dubbio la decisione di proporre ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il decreto dirigenziale della regione Campania attraverso il quale si autorizza un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti a Pignataro Maggiore, essendo ormai inesorabilmente trascorsi i 60 giorni per proporre ricorso al Tar. Anche il sindaco di Camigliano ha emesso un comunicato stampa contro i roghi e i disastri ambientali. Per ora, le azioni delle amministrazioni finiscono qui. Poca roba, si direbbe. Al di là dei fiumi di parole e di buone intenzioni, le acque in cui naviga la politica sono più stagnanti del rio Lanzi e nell’Agro Caleno quasi nessuno può dirsi senza peccato in tema di ambientalismo e scagliare la prima pietra. È sempre nelle piccole cose e nelle azioni concrete che si dà seguito ai proclami roboanti che abbiamo sentito nelle ultime settimane. E dunque alcune amministrazioni sono così sensibili ai temi ambientali da far svolgere una pubblica assemblea in una piazza aperta al traffico delle automobili. Se fosse una barzelletta potrebbe fare ridere, ma non lo è.



