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Pignataro Maggiore – Crisi in comune dopo i primi 100 giorni

7 mesi fa
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A oltre 100 giorni dall’insediamento della nuova amministrazione comunale di Pignataro Maggiore, il quadro politico appare tutt’altro che rassicurante. Le promesse di un cambiamento immediato, proclamate in campagna elettorale, si sono scontrate con una realtà fatta di paralisi decisionale, tensioni interne e una crescente distanza tra amministrazione e cittadinanza.

La coalizione di maggioranza, nata in extremis e segnata fin da subito da equilibri precari, ha mostrato sin dai primi atti segnali di difficoltà. Una formazione giunta al governo della città tra ricorsi al TAR e polemiche, e che oggi fatica a mantenere una rotta chiara e condivisa. A denunciare questo stato di cose sono non solo le opposizioni consiliari, ma anche figure che hanno fatto parte della maggioranza stessa.
Clamoroso, in tal senso, il gesto di Antonio Magliocca, ex consigliere comunale, che con una lunga lettera aperta ha annunciato le sue dimissioni, definendole una “scelta di coerenza e lealtà“. Nella missiva rivolta ai cittadini, Magliocca parla apertamente di una “stasi inspiegabile“, della totale assenza di confronto e di una maggioranza incapace di valorizzare le idee e le energie interne. Un’accusa forte che si somma al malessere per un episodio definito “di gravità inaudita”: l’attacco social di un congiunto di un’assessora contro un collega della stessa maggioranza, rimasto senza condanna pubblica e, a suo dire, senza alcuna reazione disciplinare, segno di un grave cedimento istituzionale.
Alle sue parole si aggiungono quelle della minoranza consiliare, De Lucia, Femiano, Mercone, Romagnuolo, che in un durissimo documento denuncia la perdita di finanziamenti, la mancata attivazione di commissioni consiliari fondamentali, la gestione opaca di alcuni affidamenti, e il completo disinteresse verso temi cruciali come la raccolta rifiuti, i fondi scolastici e l’ambiente. “Il cambiamento è nell’aria… peccato che è solo fumo”, recita il titolo del comunicato, che accusa la giunta di essere più attenta alla campagna elettorale che alla vita amministrativa reale.
E lo stesso sindaco, Giovan Giuseppe Palumbo, pur difendendo l’operato della sua squadra, ha recentemente riconosciuto pubblicamente la complessità del momento, parlando di ostacoli ereditati e invitando a non alimentare polemiche, ma a lavorare insieme per affrontare le difficoltà. Un appello che, però, sembra giungere in un clima già profondamente incrinato, dove le divisioni interne appaiono più forti della volontà di coesione.
Intanto, la città osserva. Molti cittadini segnalano un senso di disillusione e stanchezza, con una politica che sembra incapace di parlare con trasparenza e concretezza. Il rischio più grande, come spesso accade in questi casi, è che il vuoto lasciato dalla politica venga riempito dall’apatia, o peggio, da logiche personalistiche.
Il futuro di Pignataro Maggiore resta incerto: il primo banco di prova sarà la capacità, o meno, di trasformare questo momento di crisi in occasione di ripartenza. Ma per farlo, serviranno responsabilità, visione e coraggio. Tre qualità che, a oggi, sembrano ancora troppo rare tra i banchi del consiglio comunale.

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