
Il post di “Sparanise in movimento” è arrivato puntuale, come sempre. Loro credono di far ridere. In effetti, un po’ ci riescono. Tornano sulla questione ambientale e sul BESS, un disco ormai rotto. Noi lasciamo perdere: la situazione è stata chiarita e non serve ripetersi. Ci concentriamo sui fatti reali: le elezioni. Partiamo da un punto chiaro. L’amministrazione comunale non si è esposta in questa tornata. A differenza di altri sindaci, come quelli di Sessa Aurunca o Cellole, che hanno partecipato a manifestazioni e incontri per i propri candidati, il sindaco Fabrizio De Pasquale non è apparso in nessun evento elettorale. Consiglieri e assessori hanno agito in autonomia. Per questo l’amministrazione non può essere ritenuta responsabile del risultato della candidata che loro citano. Ebbene, se “Atene piange, Sparta non ride”: il candidato sostenuto da “Sparanise in movimento”, proveniente da fuori paese, non ha ottenuto il consenso sperato. Si è fermato a soli 180 voti, e non tutti provenivano da sostenitori del movimento. Eppure, fuori paese, qualcuno parlava di un imminente “consenso bulgaro”. Per sapere chi era il candidato bastava osservare i post dei fan sui social. Come sempre, “Sparanise in movimento” vede la pagliuzza nell’occhio dell’altro e mai la trave nel proprio. Meno male che ci siamo noi, a ricordare che prima di puntare il dito verso gli altri, bisognerebbe guardare ai risultati concreti del proprio operato.



