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PIGNATARO MAGGIORE – Palle di Natale, luci e eventi: politica concentrata sul superfluo mentre i problemi restano al buio

5 mesi fa

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Ogni dicembre la città si ritrova dentro lo stesso film. Palle di Natale, luci, addobbi, eventi, spettacoli. Se ne parla come se il futuro dipendesse dal numero di luminarie montate o dai concerti nelle piazze. La scena è vivace, ma i problemi veri restano dietro il sipario. E restano lì, fermi. La sicurezza è uno dei temi più ignorati. I furti nelle case aumentano nei fine settimana. Non indignano più nessuno. Sono diventati normali. Le vittime restano sole, con danni e paura, mentre le istituzioni osservano in silenzio. “Un silenzio che alimenta sfiducia e rassegnazione” racconta una residente. Stessa storia per le opere pubbliche. C’è chi ricorda cantieri aperti da più di cinquant’anni. Strutture nate in un’altra epoca, piene di varianti e ritardi, che hanno assorbito risorse senza offrire servizi reali. Più che sviluppo, raccontano sprechi. Più che comunità, raccontano apparenza. Poi c’è la TARI. Tra le più alte della zona. In certi casi il doppio di quella dei comuni vicini. Il servizio, però, resta minimo. Lo spazzamento è quasi assente. Le strade vengono lavate dalla pioggia. La cura urbana sembra un extra. Nonostante questo, ogni anno la politica si accende intorno alle luminarie e agli eventi. Concerti, mercatini, spettacoli diventano il centro del dibattito pubblico. Le polemiche si moltiplicano. I problemi veri scompaiono. In campagna elettorale gli stessi eventi tornano come promesse, diventano slogan e poi spariscono. La scenografia natalizia finisce per coprire quello che davvero pesa sulla città. Eppure le priorità dovrebbero essere altre. Controllo del territorio. Un censimento aggiornato della popolazione straniera per programmare meglio i servizi. Opere moderne e utili. Una gestione trasparente delle risorse. Servizi proporzionati ai costi che le famiglie sostengono. Una cura costante degli spazi pubblici. È difficile non vedere il paradosso. “È irritante vedere politici discutere per giorni di luci e mercatini mentre ignorano sicurezza, degrado e tasse esagerate” commenta una commerciante del centro. E c’è anche un altro aspetto: queste polemiche mancano di rispetto verso chi lavora con impegno per organizzare eventi dignitosi, spesso con budget ridotti. Questa non è politica. È scenografia. È gestione dell’apparenza. Meno palcoscenico e più sostanza. Meno luci e più responsabilità. Meno politica al servizio dei politici e più politica al servizio dei cittadini. Una comunità non si giudica dal numero di luminarie accese o dal calendario degli spettacoli. Si giudica dalla capacità di affrontare i problemi, ascoltare i bisogni e amministrare con coraggio e chiarezza. Le luci si spengono a gennaio. I problemi restano. È lì che si vede chi governa per farsi vedere e chi governa per servire. Una città ha bisogno di un’idea. Non di un’illuminazione stagionale. La politica oggi deve accendere le luci giuste. Quelle sui problemi reali. Non quelle che li coprono.

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