
Da tanti mesi(anni) a Sessa Aurunca, il caso dei lavori sul basolato di Corso Lucilio sembra uscito da un romanzo di Andrea Camilleri: intrighi, silenzi, deviazioni improvvise e nessuna spiegazione chiara da parte di chi dovrebbe informare i cittadini. E dire che di politici esperti e colletti bianchi, lì sopra, ce ne sono parecchi. Ma il coraggio di dire pubblicamente cosa stia succedendo proprio non si trova. Una vicenda da matti. Intanto, un’altra deviazione pedonale obbliga a percorrere la discesa della Posta Vecchia o via Ferranzio. Tra chi prova a resistere c’è un noto commerciante, visibilmente addolorato, che tenta di sdrammatizzare con amarezza: “Mo’ vene Natale, non tengo denare, ma accatte u giornale e me vaco a cuccà.” Quando la rabbia lascia spazio all’ironia, significa che la misura è colma. A Sessa, però, così si rischia di fallire davvero. Forse riusciranno a finirli, forse no. Quello che è certo è che i lavori del basolato stanno strozzando i commercianti, ormai allo stremo. Temono di non riuscire a reggere proprio ora, nel periodo più importante per le vendite natalizie. Sui social il malcontento esplode: “Che vergogna, poi dicono perché chiudono i negozi.”Lavori iniziati il 1° settembre 2024 all’Arco dei Cappuccini.
Tredici mesi e non è ancora finito un tratto di 250 metri. E sulla qualità è meglio stendere un velo pietoso”. “Desolazione su tela.” Le frasi si susseguono, tutte simili: amarezza, sconforto, incredulità. “Amiamo il nostro paese, ma è inutile parlare: non c’è ascolto e non c’è azione.” E ancora: “A testa alta… ma ognuno per i fatti suoi.” Il popolo si ribella, sì, ma timidamente. Troppo timidamente per far arrivare davvero la propria voce. Paura? Rassegnazione? Non esistono più scuse: è un dato di fatto che i commercianti, a fine serata, facendo cassa, non possono più permettersi di recriminare sono allo stremo. La pazienza sembrava la strada giusta, ma a Natale non la si può più chiedere. Non quando si parla di un finanziamento ottenuto tramite PNRR e non dalle casse comunali. Non quando un basolato di qualche centinaia do metri si trasforma in un incubo. C’è persino chi, esasperato, ironizza:
“Michelangelo, con quel tipo di lavoro, ci avrebbe messo meno tempo… e con tanto di magistero.” Poi ci si lamenta che i cittadini vanno in altre realtà a spendere. La verità è che Sessa Aurunca non meritava tutto questo. E, soprattutto, non merita il silenzio.



