Oggi: 03 Mag, 2026
dott. Fusco
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SESSA- CELLOLE- Carenza di medici di base, Fusco lancia l’allarme: “Sessa e Cellole senza assegnazioni”

4 mesi fa
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Lancia l’ennesimo grido d’allarme sulla carenza dei medici di base il dott. Antonio Fusco coordinatore dell’assistenza primaria per gli ambiti di Sessa e Cellole.   Quest’anno, su 705 ambiti carenti di medicina generale pubblicati in Campania, ne sono stati assegnati solo 335: meno della metà, esattamente come nel 2024. Diverse sono le rinunce ancor prima di iniziare.  Sessa Aurunca, su quattro zone carenti bandite, nessuna è stata assegnata, a  Cellole lo stesso. “Se questo trend dovesse proseguire nei prossimi mesi e negli anni a venire, i cittadini italiani e quelli campani sono destinati, in un futuro molto prossimo, a restare senza assistenza medica di base. I pensionamenti e le dimissioni di colleghi che scelgono percorsi professionali alternativi stanno svuotando il sistema. Sempre meno medici scelgono la medicina generale e chi già la esercita spesso pensa di abbandonarla. Come coordinatore dell’assistenza primaria per gli ambiti di Sessa Aurunca e Cellole, metterò in atto ogni azione possibile per tutelare la salute dei cittadini più fragili, ma anche la professione dei colleghi, sottoposti a una pressione psicofisica ormai abnorme. È fondamentale coinvolgere tutti gli organi competenti, avviare una reale fase di ascolto e promuovere riforme capaci di offrire soluzioni concrete e sostenibili. Spesso leggo dichiarazioni di politici in merito dalle quali si evince la loro assoluta incompetenza in materia e la semplice ricerca di visibilità, trattando un tema sensibile” – sostiene il coordinatore dott. Fusco- . Il coordinatore rimarca che unitamente  a suoi  colleghi sono costretti ad assistere, per così dire, quasi il doppio degli assistiti consentiti, generando inevitabilmente un disservizio per tutti. Un disservizio alimentato anche da una concezione distorta della medicina di base, spesso intesa dall’utenza come un servizio totalmente gratuito, dovuto, al quale afferire più volte in una settimana e richiedere qualsiasi prestazione. “Questo atteggiamento finisce per ledere non solo l’efficienza del sistema, l’integrità morale e la dignità professionale del medico, ma anche la salute di chi ha realmente bisogno. Se non si torna a valorizzare il medico di medicina generale come clinico, invertendo una tendenza negativa consolidatasi negli ultimi anni, non sarà possibile garantire la continuità dell’assistenza territoriale.” Conclude nella sua analisi Fusco.

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