Oggi: 03 Set, 2026
BASTA IMPIANTI
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AILANO – Al via la messa in sicurezza della Metalplast, il movimento “Basta Impianti”: “Primo risultato ma non basta”

6 mesi fa

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Iniziano i lavori di messa in sicurezza del sito Metalplast di Ailano. Un’area finita al centro della mobilitazione dello scorso autunno in Terra di Lavoro. A intervenire è il movimento Basta Impianti. “Apprendiamo con soddisfazione l’avvio degli interventi. Dopo anni di politica omissiva e latitante si inizia finalmente a correre ai ripari”, si legge nella nota. Il sito era stato al centro di una partecipata assemblea pubblica organizzata dai movimenti dell’Alto Casertano durante la prima fase della mobilitazione. “Abbiamo portato il tema rifiuti, bonifiche e salute a un livello di attenzione senza precedenti. È stato imposto pubblicamente il problema del disastro ambientale e sanitario prima che Terra di Lavoro si trasformasse in una seconda Terra dei Fuochi”, afferma il movimento. Secondo gli attivisti l’attuale attivismo delle istituzioni è la conseguenza diretta della pressione sociale e mediatica. “Il silenzio tombale che ha seguito i roghi almeno fino all’estate scorsa è stato rotto. Le situazioni più scabrose ora scottano”, aggiungono. Resta però aperto il capitolo bonifiche. Nel mirino soprattutto l’area della ex Pozzi tra Calvi Risorta e Sparanise, indicata come la più grande discarica sotterranea abusiva d’Europa a oltre quindici anni dalla scoperta. “Siamo ancora all’alba di un cambiamento concreto. I siti da bonificare sono tanti e persistono progetti di nuovi impianti da bloccare”, sottolinea Basta Impianti. Altro nodo è quello sanitario. “Per gli interventi mirati a favore delle vittime, soprattutto oncologiche, siamo all’anno zero. Le Asl non forniscono i dati di mortalità e non esiste un piano per definire le zone sature dell’Alto Casertano”, denunciano. Il movimento accoglie quindi con favore l’intervento ad Ailano ma annuncia nuove iniziative. È stata convocata un’assemblea popolare per sabato 7 marzo a Calvi Risorta, nell’aula consiliare, per decidere le prossime mosse a partire dalla situazione della ex Pozzi. “Non ci fermeremo fino al recupero di salubrità e salute per la nostra terra”, concludono.

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