
Le elezioni provinciali di domenica lasciano Santa Maria Capua Vetere senza rappresentanza. Cinque candidati in campo e nessun eletto. Un risultato che pesa nel quadro politico locale. Il consigliere comunale Italo Crisileo attribuisce la responsabilità alla gestione del sindaco Antonio Mirra. “Non è un caso, ma la conseguenza diretta della gestione politica fallimentare del sindaco Mirra”, afferma. Il dato più significativo riguarda i margini con cui la città ha perso la possibilità di avere due rappresentanti in Provincia. Giuseppe Di Monaco e Martino Valiante sono rimasti fuori per un solo voto ponderato. “Quando una città perde due potenziali rappresentanti per un solo voto ponderato significa che la maggioranza del sindaco non è stata capace nemmeno di garantire il minimo sostegno ai propri candidati. È un fallimento politico evidente”, dichiara Crisileo. Il consigliere mette poi a confronto la situazione sammaritana con quella degli altri centri più popolosi della provincia. “Quasi tutti i comuni più grandi hanno eletto almeno un loro rappresentante. Santa Maria Capua Vetere, che dovrebbe essere un punto di riferimento del territorio, resta invece completamente fuori. È un’umiliazione istituzionale che porta una responsabilità precisa: il sindaco Mirra ha isolato la città e l’ha resa irrilevante”. Secondo Crisileo l’assenza di un consigliere provinciale avrà conseguenze concrete. “Senza un rappresentante non avremo voce su scuole, strade e infrastrutture. Saremo assenti proprio dove si decide il futuro del territorio. È un danno enorme per la città e questo danno ha un nome e un cognome”. Il giudizio politico resta duro. “La maggioranza del sindaco è implosa. Non è riuscita a far eleggere nessuno, nemmeno quando bastava un solo voto ponderato. È la prova che Mirra ha perso credibilità, autorevolezza e capacità di incidere. Santa Maria Capua Vetere merita una guida che la rappresenti, non una che la condanni all’irrilevanza”.



