
Questa mattina, presso la Corte d’Assise di Santa Maria Capua Vetere, è stata letta la lettera di scuse dell’imputato Gianluca Sangiorgio, 47 anni di Cellole. Nella missiva, l’uomo ha espresso il proprio dolore per quanto accaduto: “Chiedo scusa ai miei familiari e a quelli di Roberto per questa tragedia, le loro vite sono state distrutte. Sono molto provato e addolorato. Non volevo arrecare tutto questo dolore. Sono stato vittima di un incidente di percorso su cui rifletto ogni giorno. Chiedo scusa”. Sangiorgio è accusato di aver ucciso il falegname 46enne Roberto Fusciello durante una lite avvenuta nel gennaio 2024 sul corso Freda, a Cellole. Secondo quanto ricostruito, i due avrebbero iniziato a discutere all’interno di una sala scommesse. La tensione sarebbe poi degenerata all’esterno del locale, dove si è verificata l’aggressione culminata in un violento colpo al volto, una testata che si è rivelata fatale. Fondamentale per la ricostruzione dei fatti è stato il lavoro degli inquirenti. I militari hanno potuto contare sulle immagini delle telecamere pubbliche e sui filmati dei sistemi di videosorveglianza privata presenti nella zona. Una lettera che non ha lenito il dolore della famiglia della vittima.



