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NAPOLI – Trapianto fallito al Monaldi, Rostan (Lega) chiede conto a Fico: “Il CTR va ristrutturato dalle fondamenta, si chiarisca se l’azienda è commissariata”

4 settimane fa
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La morte del piccolo Domenico Caliendo, seguito a un trapianto fallito presso l’ospedale Monaldi, ha acceso un duro dibattito in Consiglio regionale della Campania. Nel corso della seduta monotematica dedicata alla vicenda, la consigliera regionale della Lega Michela Rostan, componente dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio, ha preso la parola chiedendo chiarezza non solo sulle responsabilità mediche ma anche su quelle politiche.

“Nella dolorosa vicenda della morte del piccolo Domenico Caliendo in seguito al trapianto fallito al Monaldi ci sono aspetti e responsabilità non solo mediche ma anche politiche, in particolare di chi ha amministrato la sanità campana negli ultimi anni”, ha dichiarato Rostan, puntando il dito sull’ingerenza della politica nei modelli organizzativi dell’azienda ospedaliera. La consigliera ha quindi chiesto al Presidente Fico di chiarire se la decisione di trasferire il Centro Regionale Trapianti negli uffici regionali non costituisca nei fatti un commissariamento dell’azienda ospedaliera dei Colli.

I numeri parlano chiaro e rendono ancor più pesante il quadro. Dal 2000 al 2021 a Napoli sono stati effettuati 26 trapianti pediatrici di cuore, mentre nello stesso periodo il Bambin Gesù di Roma ne ha eseguiti 179, gli Ospedali Riuniti di Bergamo 78, Torino 53, Bologna e Padova 45. “È del tutto evidente che sia necessaria una ristrutturazione completa del percorso partendo dalle basi”, ha sottolineato la consigliera leghista.

Rostan ha poi denunciato quello che ha definito un corto circuito informativo tra l’azienda ospedaliera, la Regione e la famiglia del piccolo Domenico. “Perché la sanità moderna non si fonda solo sulle competenze cliniche, ma anche sulla trasparenza, sulla comunicazione e sulla condivisione delle informazioni”, ha affermato, chiedendo di spiegare perché la direzione dell’azienda, a conoscenza dell’accaduto già dall’8 gennaio, non abbia convocato un heart team, perché sia passato un mese prima di informare gli organi regionali e per quale ragione il CRT non abbia provveduto autonomamente a farlo.

La consigliera ha infine chiesto una verifica approfondita su protocolli operativi, procedure di valutazione, gestione delle liste d’attesa e comunicazione con le famiglie. “Fare luce non significa delegittimare, ma rafforzare il sistema, individuando eventuali criticità e correggendole”, ha concluso Rostan, ribadendo che l’obiettivo è tutelare un’eccellenza della sanità campana e nazionale.

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