
Sessa Aurunca potrebbe riaccendere le speranze di rilancio per una città che da troppo tempo appare allo stremo. La provocazione — che poi tanto provocazione forse non è — arriva da chi tornando in città in occasione delle festività, ha potuto toccare con mano quello che molti hanno definito “l’anno zero” sessano. Nel frattempo l’attuale esecutivo è impegnato in operazioni concrete, come lo spostamento degli uffici comunali dalla ex Banca Massica alla storica sede di Corso Lucilio, accompagnate da altre iniziative amministrative incrementare “lo struscio”. Tuttavia c’è chi — con pragmatismo — ha già sollevato un’obiezione tanto semplice quanto difficile da ignorare: meno introiti significa inevitabilmente meno servizi, ma per forza si deve rinunciare a qualcosa Ed è un’osservazione corretta. Ma il punto, secondo alcuni, è un altro. In un contesto segnato dalla denatalità, dall’emigrazione giovanile e da una crisi commerciale sempre più evidente, diventa inevitabile interrogarsi su cosa sacrificare per provare a invertire la rotta. E proprio da un gruppo di sessani rientrati da Roma arriva una proposta destinata a far discutere: eliminare completamente i parcheggi a pagamento. Niente più grattini, niente più ticket: solo controlli essenziali e la possibilità, per tutti, di parcheggiare gratuitamente in ogni zona del paese. Un’idea che potrà sembrare estrema, forse ingenua, ma che nasce da un presupposto chiaro: riportare persone, movimento e vitalità nel centro cittadino. Un’idea che può essere rimodulata, migliorata, adattata. Ma bisogna pur iniziare da qualcosa. ”Naturalmente, non mancheranno scettici e diffidenti. Eppure, la sfida è proprio questa: immaginare soluzioni nuove, anche controcorrente, capaci di affiancarsi ai progetti già avviati di riqualificazione culturale e sociale- sottolinea il gruppo di sessani– L’obiettivo costruire una città per la crescita , capace di rispondere ai bisogni dei residenti, valorizzare il commercio locale, forse non sarà la soluzione definitiva. In tempi difficili, anche una “pazza idea” può diventare il primo passo verso una rinascita”.


