
Il Comune di Cancello ed Arnone ha risposto all’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di minoranza Francesco De Blasio e Concetta Gelvi, che nei mesi scorsi avevano chiesto chiarimenti sui provvedimenti adottati nei confronti del dipendente Salvatore Sciaudone, al centro di una vicenda che ha sollevato non poco clamore. Secondo le conclusioni della relazione finale redatta dal commercialista e revisore legale Paolo Longoni, incaricato dalla responsabile dell’Area IV Servizi Finanziari Valeria Vellone, il dipendente avrebbe percepito indebitamente la somma di 108.720 euro, con un ulteriore danno per le casse comunali pari a 35.497,22 euro. Nella risposta protocollata dall’Ente, si precisa che il Comune ha già attivato le prime forme di tutela del proprio credito mediante formale diffida e messa in mora, notificata in data 5 novembre 2025, con richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite pari a 73.222,78 euro, al netto delle ritenute fiscali. L’Ente si è riservato, in caso di persistente inadempimento, di procedere con l’avvio della procedura esecutiva per il recupero coattivo del credito e con la costituzione di parte civile nel procedimento penale, in qualità di persona offesa, al fine di tutelare le ragioni dell’amministrazione e conseguire il risarcimento del danno. Un passaggio della risposta non è passato inosservato, quello in cui il Comune ammette di aver appreso dell’esistenza di un procedimento penale a carico del dipendente esclusivamente tramite fonti giornalistiche, senza aver ricevuto alcuna notifica formale da parte dell’Autorità giudiziaria competente. Una circostanza che lascia aperte più di una domanda sulla trasparenza e sulla tempestività delle comunicazioni istituzionali.



