
Il dibattito sul Centro di permanenza per il rimpatrio dei migranti (CPR) previsto a Castel Volturno continua ad alimentare tensioni nel panorama politico locale e nazionale. A scendere in campo questa volta è Fabio Esposito, coordinatore provinciale di “Dimensione Bandecchi”, che con una posizione trasversale ai partiti ha voluto mettere a nudo le contraddizioni di centrodestra e centrosinistra sulla vicenda. Esposito non nega la necessità dei CPR in linea di principio: “Se da un lato i Centri di permanenza per il rimpatrio sono necessari per attivare le procedure amministrative con provvedimento di espulsione per quei cittadini stranieri provenienti da Paesi non europei, sprovvisti di documenti di soggiorno e che hanno commesso reati, in base a quanto prevede la legge Dini, dall’altro lato le scelte del Governo per risolvere le emergenze nazionali e regionali ricadono su Castel Volturno, un territorio già gravato da tantissimi problemi.” Un territorio che porta ancora addosso le ferite dell’immigrazione irregolare, della criminalità organizzata, delle sequele del terremoto dell’80, dell’abusivismo edilizio e delle emergenze rifiuti degli anni Duemila. Sul piano economico, il coordinatore casertano smonta l’argomento dei 43 milioni di euro presentato da alcuni come un’opportunità: “Non riesco a capire come si fa a sostenere che quell’investimento di 43 milioni di euro per realizzare il CPR sul territorio possa avere un impatto economico positivo, se questi impianti servono per fronteggiare le emergenze nazionali correlate al fenomeno immigrazione. Inoltre non mi sembra che gli altri CPR italiani siano tutti stracolmi di immigrati. Forse qualcuno non ha tenuto conto del problema di immagine che ne avrà il territorio sul fronte della ricezione turistica.” Le bordate di Esposito colpiscono anche i deputati di centrodestra, accusati di difendere a parole il territorio salvo poi avallare decisioni calate dall’alto: “Come fanno alcuni deputati del centrodestra a sostenere che loro difendono il territorio, sapendo bene che mentre Castel Volturno in questi ultimi anni sta tentando di rialzarsi scrollandosi di dosso i suoi vecchi drammi, si vede calare dall’alto il CPR fatto passare come una struttura propedeutica al rilancio del paese in termini di sicurezza.” E la domanda è diretta: “Se è un’opera così importante e positiva per il casertano, come mai questi deputati di Fratelli d’Italia, della Lega non hanno chiesto di realizzarla presso i loro paesi di origine o di residenza?” Non risparmia critiche nemmeno al centrosinistra del litorale Domitio, definendo la loro posizione “veramente tragicomica”: “Quando si parla della presenza di immigrati irregolari in un centro dislocato a pochi passi dalle villette e dai lidi degli esponenti della sinistra, ecco che si critica questa operazione ricordando che Castel Volturno ha bisogno che quei 43 milioni di euro vengano investiti, non in CPR, ma per potenziare le forze dell’ordine, i servizi sul territorio, le banche.” Il paragone con altre mete turistiche italiane chiude il ragionamento in modo provocatorio: “Vorrei verificare l’opinione dei cittadini e dei politici della riviera romagnola, di Lignano Sabbiadoro, di Milano Marittima, delle Cinque Terre, nel caso in cui venisse proposta l’ipotesi di realizzare un CPR nel loro comune. Secondo me, ancora una volta Castel Volturno e l’intero litorale Domitio dovranno salvare l’Italia diventando lo sversatoio dei problemi degli altri.” Esposito lancia infine un monito finale: “Speriamo che il CPR non diventi un’altra cattedrale degradata nel deserto e che qualcuno poi scappi dall’impianto e cammini a piede libero per il territorio generando il panico.”



