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Tumori in Campania: Caserta conferma indicatori superiori alla media regionale

3 mesi fa

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I dati più recenti del Registro Tumori della Regione Campania confermano che la provincia di Caserta presenta, per diverse patologie oncologiche, valori di incidenza e mortalità superiori alla media regionale. Il quadro emerge dal Report 2025 e dall’aggiornamento relativo al biennio 2022-2023 pubblicato nel maggio 2026.Secondo il documento ufficiale, l’ASL di Caserta registra un eccesso statistico sia nell’incidenza sia nella mortalità per alcuni tumori rispetto alla media campana. I valori più elevati riguardano soprattutto polmone, colon-retto, fegato, prostata e stomaco negli uomini, mentre nelle donne si osservano aumenti per mammella, colon-retto e stomaco. Il Registro Tumori della Campania raccoglie e analizza i dati oncologici regionali attraverso una rete composta dalle ASL territoriali e dal Registro Tumori Infantili dell’ospedale Santobono-Pausilipon. Il Report 2025 prende in esame oltre 446 mila casi di tumore registrati tra il 2010 e il 2021, insieme ai dati di mortalità e alle proiezioni epidemiologiche aggiornate. Tra gli elementi più rilevanti emerge il progressivo aumento del tumore della prostata, che nelle stime regionali supera per la prima volta il tumore del polmone come neoplasia più frequente negli uomini campani. Nelle donne restano predominanti i tumori della mammella, del colon-retto e del polmone.Per quanto riguarda Caserta, il report conferma una situazione complessa soprattutto in alcune aree del Litorale Domizio e dell’Agro Aversano. Tuttavia gli epidemiologi invitano a interpretare i dati con cautela. Un aumento dell’incidenza oncologica non può essere attribuito automaticamente a una singola causa ambientale.Nel dibattito pubblico il tema viene spesso collegato alla cosiddetta Terra dei Fuochi, area interessata per anni da sversamenti illegali, roghi tossici e discariche abusive. La letteratura scientifica considera plausibile un contributo dell’inquinamento ambientale al rischio sanitario, ma sottolinea anche il peso di altri fattori come fumo, alimentazione, obesità, sedentarietà, condizioni socioeconomiche, esposizioni professionali e ritardi nella prevenzione.Il report evidenzia inoltre criticità nei programmi di screening oncologico, ancora inferiori rispetto a molte regioni del Centro-Nord. Secondo gli esperti, un rafforzamento della prevenzione e della diagnosi precoce potrebbe incidere in modo significativo sulla mortalità, soprattutto per tumori come mammella, colon-retto, polmone e prostata. Anche sul fronte pediatrico vengono segnalati alcuni dati meritevoli di attenzione. Nella provincia di Caserta è stato osservato un eccesso statisticamente significativo di tumori maligni del sistema nervoso centrale nella fascia tra 0 e 14 anni. Anche in questo caso, però, il report non stabilisce relazioni causali dirette.Nel complesso, i dati descrivono una realtà sanitaria che richiede monitoraggio continuo, investimenti nella prevenzione, maggiore adesione agli screening e interventi ambientali più efficaci. Il quadro emerso non autorizza conclusioni semplicistiche, ma conferma la presenza di criticità epidemiologiche che meritano attenzione pubblica e approfondimento scientifico costante.

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