di Oliviero Casale, componente Gruppo Valle del Garigliano
Il nuovo programma turistico della Regione Campania “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” può rappresentare un passaggio importante per il Litorale Domizio. La misura interessa in modo particolare i Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno, che potrebbero lavorare insieme in vista della futura DMO Litorale Domizio.
Il provvedimento è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 26 del 25 maggio 2026. La misura non è riservata soltanto alle Destination Management Organization già costituite. Al contrario, si rivolge ai Comuni non capoluogo di provincia attraverso proposte progettuali in forma di partenariato.
Questo aspetto è decisivo. In attesa della costituzione della DMO Litorale Domizio, i Comuni del territorio possono già avviare una progettualità comune. Il programma regionale può quindi diventare un primo banco di prova per costruire una destinazione turistica più integrata.
La misura regionale non è destinata solo alle DMO
Il procedimento regionale di riconoscimento delle DMO è ancora in corso. Per questo motivo, la Regione Campania ha previsto un intervento che consente ai territori di muoversi anche prima della conclusione formale del percorso.
Il programma “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” finanzia percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico. L’obiettivo è sostenere progetti capaci di rafforzare la promozione turistica della Campania e dei suoi territori.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 10.190.000 euro. Di questi, 10.000.000 euro sono destinati ai Comuni non capoluogo di provincia. Le proposte devono essere presentate in forma di partenariato e possono ottenere un finanziamento massimo di 200.000 euro per singolo progetto.
Quindi gli incentivi non sono destinati soltanto alle DMO già riconosciute. Il modello DMO resta il riferimento strategico, ma i beneficiari diretti sono i Comuni non capoluogo. La Regione, in questo modo, incoraggia i territori a costruire aggregazioni coerenti con la futura organizzazione delle destinazioni turistiche.
Perché il Litorale Domizio è direttamente interessato
Il Litorale Domizio è già indicato nella programmazione regionale tra gli Ambiti Territoriali Turistici Omogenei. Questo dato è importante perché conferma la possibilità di leggere l’area come una destinazione unitaria.
Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno non devono essere considerati solo come singoli Comuni. Possono invece diventare parti di un sistema turistico più ampio, fondato su mare, archeologia, natura, paesaggio rurale, cultura ed enogastronomia.
La futura DMO Litorale Domizio dovrebbe nascere proprio per dare stabilità a questa visione. Tuttavia, in attesa della sua costituzione, il programma regionale offre già uno spazio operativo. I Comuni possono iniziare a collaborare e presentare una proposta comune.
Questa possibilità è coerente con il provvedimento regionale. Il testo richiama infatti la necessità di consolidare forme di cooperazione pubblico-privato. Tali forme devono favorire processi di aggregazione territoriale coerenti con il modello DMO.
Il ruolo dei Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno
Il nuovo programma turistico della Regione Campania “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” può rappresentare un passaggio importante per il Litorale Domizio. La misura interessa in modo particolare i Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno.
Il provvedimento è stato pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania n. 26 del 25 maggio 2026. La misura non è riservata soltanto alle Destination Management Organization già costituite. Si rivolge invece ai Comuni non capoluogo di provincia, attraverso proposte progettuali in forma di partenariato.
Questo aspetto è decisivo. In attesa della costituzione della DMO Litorale Domizio, i Comuni del territorio possono già avviare una progettualità comune. Il programma regionale può quindi diventare un primo banco di prova per costruire una destinazione turistica più integrata.
La misura regionale non è destinata solo alle DMO
Il procedimento regionale di riconoscimento delle DMO è ancora in corso. Per questo motivo, la Regione Campania ha previsto un intervento che consente ai territori di muoversi anche prima della conclusione formale del percorso.
Il programma “Le stagioni della Campania da giugno 2026 a maggio 2027” finanzia percorsi turistici di tipo culturale, naturalistico ed enogastronomico. L’obiettivo è sostenere progetti capaci di rafforzare la promozione turistica della Campania e dei suoi territori.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 10.190.000 euro. Di questi, 10.000.000 euro sono destinati ai Comuni non capoluogo di provincia. Le proposte devono essere presentate in forma di partenariato e possono ottenere un finanziamento massimo di 200.000 euro per singolo progetto.
Quindi gli incentivi non sono destinati soltanto alle DMO già riconosciute. Il modello DMO resta il riferimento strategico. I beneficiari diretti sono però i Comuni non capoluogo, chiamati a costruire aggregazioni coerenti con la futura organizzazione delle destinazioni turistiche.
Perché il Litorale Domizio è direttamente interessato
Il Litorale Domizio è già indicato nella programmazione regionale tra gli Ambiti Territoriali Turistici Omogenei. Questo dato conferma la possibilità di leggere l’area come una destinazione unitaria.
Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno non devono essere considerati solo come singoli Comuni. Possono invece diventare parti di un sistema turistico più ampio, fondato su mare, archeologia, natura, paesaggio rurale, cultura ed enogastronomia.
La futura DMO Litorale Domizio dovrebbe nascere proprio per dare stabilità a questa visione. Tuttavia, in attesa della sua costituzione, il programma regionale offre già uno spazio operativo. I Comuni possono iniziare a collaborare e presentare una proposta comune.
Questa possibilità è coerente con il provvedimento regionale. Il testo richiama infatti la necessità di consolidare forme di cooperazione pubblico-privato. Tali forme devono favorire processi di aggregazione territoriale coerenti con il modello DMO.
Baia Domizia come porta turistica comune
Sessa Aurunca e Cellole rappresentano, insieme, il cuore della vocazione balneare dell’area comunemente riconosciuta come Baia Domizia. In questa prospettiva, il turismo del mare non dovrebbe essere letto come una risorsa riferibile a un solo Comune.
Baia Domizia può essere presentata come una porta turistica comune del Litorale Domizio. Può collegare accoglienza, ricettività, paesaggio costiero, servizi turistici, mobilità lenta e fruizione ambientale.
Questa impostazione consente di rafforzare il valore del brand turistico territoriale. La notorietà di Baia Domizia può diventare il punto di partenza di un percorso più ampio, capace di unire costa, aree interne, patrimonio storico e produzioni locali.
Il turismo balneare resta quindi una componente centrale. Tuttavia, può diventare ancora più forte se viene inserito in una strategia comune, capace di collegare mare, cultura, natura, archeologia, enogastronomia e Valle del Garigliano.
Il contributo dei quattro Comuni alla destinazione
Sessa Aurunca potrebbe contribuire alla costruzione della destinazione attraverso il proprio patrimonio storico, archeologico, religioso e culturale. Il centro antico, il teatro romano, il Castello ducale e il Museo Archeologico Nazionale di Sessa Aurunca, le frazioni e il rapporto tra area interna e fascia costiera possono rafforzare il racconto del Litorale Domizio.
Cellole potrebbe contribuire alla costruzione della destinazione attraverso la propria funzione turistica e ricettiva nell’area comunemente riconosciuta come Baia Domizia. Il territorio può inoltre valorizzare la Villa romana di Punta San Limato, collegata alle testimonianze dell’antica Sinuessa.
Mondragone potrebbe contribuire alla costruzione della destinazione attraverso il proprio litorale, il patrimonio storico, le tradizioni produttive, la cultura locale e l’enogastronomia. Questi elementi possono rafforzare il legame tra costa, identità territoriale e attrattività turistica.
Castel Volturno potrebbe contribuire alla costruzione della destinazione attraverso la propria dimensione ambientale, fluviale, costiera e interculturale. Il rapporto con il fiume Volturno, il mare, le aree naturalistiche e le comunità locali può arricchire l’identità complessiva del Litorale Domizio.
La Valle del Garigliano come fattore caratterizzante
Un elemento specifico da valorizzare nella futura DMO Litorale Domizio è la Valle del Garigliano. Può rappresentare uno dei principali fattori identitari della destinazione.
Il Garigliano non è soltanto un confine geografico. È un corridoio storico, ambientale e culturale che collega costa, aree interne, paesaggio rurale, memoria archeologica, tradizioni produttive e relazioni territoriali più ampie.
La Valle del Garigliano può rendere la DMO Litorale Domizio più riconoscibile. Può inoltre ridurre il rischio di identificare la destinazione solo con il turismo balneare.
La presenza del fiume, il rapporto con il paesaggio agricolo e le testimonianze storiche possono rafforzare l’identità complessiva dell’area. Anche i percorsi lenti, naturalistici, culturali ed enogastronomici possono trovare nella Valle del Garigliano un asse di collegamento.
La valorizzazione della valle consentirebbe di unire turismo costiero e fruizione interna del territorio. In questo modo, mare, natura, archeologia, storia, produzioni locali e patrimonio immateriale potrebbero entrare in una stessa strategia.
Una destinazione integrata, non una somma di eventi
Una proposta condivisa avrebbe maggiore forza rispetto a iniziative isolate. Il visitatore dovrebbe poter riconoscere il Litorale Domizio come un territorio unitario, capace di offrire esperienze diverse ma collegate tra loro.
Il programma regionale parla di percorsi turistici di portata internazionale. Questo significa che non basta organizzare attività di richiamo locale. Serve una narrazione più forte, capace di posizionare il territorio su mercati turistici più ampi.
Il Litorale Domizio ha risorse importanti, ma deve raccontarle in modo coordinato. Mare, archeologia, paesaggio, agricoltura, biodiversità, borghi, accoglienza e cultura materiale possono diventare parti di un’unica offerta turistica.
Per ottenere questo risultato, i Comuni dovrebbero lavorare su una comunicazione comune. Dovrebbero inoltre costruire itinerari condivisi, un calendario integrato e un sistema stabile di collaborazione con gli operatori locali.
Il valore della cooperazione pubblico-privato
Il provvedimento regionale richiama in modo esplicito la cooperazione pubblico-privato. Questo riferimento è centrale per comprendere il senso della misura.
I Comuni possono essere i promotori istituzionali del progetto. Tuttavia, la qualità della proposta dipenderà anche dal coinvolgimento degli operatori turistici, delle imprese culturali, delle aziende agricole, delle strutture ricettive e della ristorazione.
Anche le associazioni, il terzo settore e le realtà impegnate nella valorizzazione ambientale possono avere un ruolo importante. Una destinazione turistica non nasce solo da un atto amministrativo. Nasce da una rete di soggetti che condividono obiettivi, responsabilità e strumenti operativi.
In questo senso, il programma regionale può diventare una prova generale della futura DMO Litorale Domizio. Prima ancora della costituzione formale, i territori possono sperimentare un metodo di lavoro comune.
Un primo passo verso la DMO Litorale Domizio
La futura DMO Litorale Domizio non dovrebbe nascere come semplice contenitore formale. Dovrebbe invece fondarsi su una cooperazione già avviata e su progetti concreti.
Il programma “Le stagioni della Campania” può offrire questa occasione. I Comuni di Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno possono usarlo per definire una prima piattaforma comune di progettazione.
Una proposta condivisa permetterebbe di selezionare temi identitari forti. Consentirebbe inoltre di coinvolgere operatori e comunità locali, migliorare la comunicazione turistica e rafforzare la riconoscibilità del territorio.
La DMO avrebbe così una base concreta su cui svilupparsi. Non nascerebbe soltanto dopo il progetto, ma anche attraverso il progetto.
Il rischio da evitare
Il rischio principale è la dispersione. Se ogni Comune procedesse da solo, la misura regionale potrebbe produrre iniziative interessanti ma deboli sul piano strategico.
Una serie di eventi scollegati non basterebbe a costruire una destinazione. Servirebbe invece un progetto capace di rafforzare il posizionamento turistico dell’intero Litorale Domizio.
Una proposta comune tra Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno avrebbe un impatto diverso. Potrebbe dimostrare che il territorio è pronto a lavorare secondo una logica di destinazione.
Questo sarebbe coerente con il modello DMO e con la direzione indicata dalla Regione Campania. Sarebbe anche un segnale importante per gli operatori economici e per le comunità locali.
Una leva per il turismo del territorio
Il programma regionale non deve essere letto solo come un finanziamento per eventi. Può diventare una leva per costruire un metodo di lavoro più stabile.
Il contributo massimo di 200.000 euro per singola proposta può aiutare i Comuni a realizzare percorsi turistici integrati. Tuttavia, il valore più importante potrebbe essere organizzativo.
La misura può spingere il territorio a coordinarsi, progettare insieme e prepararsi alla futura DMO. Per il Litorale Domizio, questa è una possibilità concreta.
Sessa Aurunca, Cellole, Mondragone e Castel Volturno possono iniziare a presentarsi come parti di una stessa destinazione. Possono farlo valorizzando le proprie differenze, ma dentro una strategia comune.
La Regione Campania ha indicato una direzione. Ora spetta ai territori trasformare questa opportunità in una proposta credibile, condivisa e capace di generare valore turistico duraturo.

