L’uscita in mare di questa mattina a bordo dell’Ecoboat ha visto la presenza del presidente della Provincia di Caserta e dell’amministrazione comunale ma non quella della dirigenza del Parco Regionale Roccamonfina Foce del Garigliano, un’assenza che non è passata inosservata e da adito ad alcune domande sul perché l’ente non sia stato coinvolto in un’iniziativa che riguarda direttamente la tutela del territorio di sua competenza, tra una dimenticanza organizzativa e una scelta più marcatamente politica c’è chi non esclude nessuna delle due ipotesi. A commentare la vicenda è il presidente del parco De Petra, che ha reagito con toni piuttosto duri, tenendo innanzitutto a precisare la propria posizione: “Mi sento libero da qualsiasi vincolo politico poiché ricopro una carica istituzionale”, ha dichiarato De Petra, rivendicando così un ruolo che va oltre gli schieramenti e le appartenenze di partito. Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato del presidente Adolfo De Petra, ecco il comunicato:
“Non servono le vetrine. Servono le istituzioni che lavorano insieme. Apprendo con rammarico quanto avvenuto questa mattina presso la foce del Garigliano, dove si è svolta un’iniziativa istituzionale a bordo dell’Ecoboat della Provincia di Caserta, alla presenza di rappresentanti della Provincia, del Comune di Sessa Aurunca e di altri amministratori. Ogni attività volta alla tutela del mare e dell’ambiente merita apprezzamento. Chiunque operi concretamente per la salvaguardia del nostro patrimonio naturale avrà sempre il mio sostegno. Proprio per questo, però, non posso nascondere il mio profondo disappunto nel constatare che l’Ente Parco Area Vulcanica di Roccamonfina e Foce del Garigliano, istituzione che per legge è direttamente chiamata a tutelare questo territorio, non sia stato nemmeno coinvolto o invitato a partecipare. Non è una questione personale. È una questione di rispetto istituzionale. In questi anni il Parco non si è limitato alle dichiarazioni. Abbiamo denunciato alle autorità competenti le criticità ambientali del fiume Garigliano, interessando il Ministero dell’Ambiente, ISPRA, ARPAC e gli altri enti preposti, chiedendo verifiche, controlli e interventi su fenomeni che da troppo tempo preoccupano cittadini, pescatori e operatori del territorio. Quando il problema era ignorato da molti, il Parco era presente. Abbiamo assunto posizioni anche scomode, consapevoli che il nostro compito non fosse quello di apparire, ma quello di difendere un ecosistema di straordinario valore. Per questo sorprende vedere oggi una rappresentazione corale di attenzione verso il Garigliano senza il coinvolgimento dell’Ente che quotidianamente opera per la tutela della foce e dell’area protetta. Le istituzioni non dovrebbero mai trasformare iniziative ambientali in occasioni di visibilità politica. La tutela dell’ambiente richiede collaborazione, rispetto reciproco e riconoscimento dei ruoli. Escludere un’istituzione che ha competenze dirette sul territorio significa trasmettere ai cittadini un messaggio sbagliato: quello di una politica che preferisce l’immagine al lavoro condiviso. Da Presidente dell’Ente Parco continuerò, come ho sempre fatto, a collaborare con tutte le amministrazioni, senza preclusioni e senza polemiche personali, ma con la fermezza di chi pretende il rispetto delle istituzioni e delle competenze che rappresenta. Il Garigliano, la sua foce e il nostro mare non appartengono a una parte politica né possono diventare il palcoscenico di passerelle istituzionali. Appartengono ai cittadini, alle future generazioni e a tutti coloro che, ogni giorno, lavorano con serietà per proteggerli. L’Ente Parco continuerà a farlo con determinazione, indipendentemente dagli inviti ricevuti o negati, perché il nostro dovere non è partecipare alle fotografie, ma garantire la tutela del territorio che la legge. Le fotografie durano un giorno. Gli atti amministrativi, le denunce e il lavoro quotidiano restano. Ed è su questi che i cittadini giudicheranno ciascuna istituzione.”

