Oggi: 03 Set, 2026
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CASERTA – Cava Iuliano, Free Caserta e Aveta dicono no al nuovo impianto privato di rifiuti: “San Clemente ha già pagato troppo”

1 mese fa

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Si è conclusa la Conferenza dei servizi sul progetto di realizzazione di un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti nella Cava Iuliano, in località San Clemente, nel Comune di Caserta, e ad esprimere una contrarietà totale e ferma è il movimento Free Caserta, secondo cui l’opera servirebbe unicamente l’interesse dei privati e aggraverebbe una situazione ambientale già al limite. Il gruppo mette in fila una serie di ragioni a sostegno del proprio no, a partire dalla salute pubblica, che a loro giudizio sarebbe messa a rischio in un’area già altamente trafficata e piena di parchi, scuole, abitazioni e del nuovo policlinico universitario, con un impianto che comporterebbe secondo Free Caserta un aumento esponenziale di smog, polveri sottili e traffico attivo 24 ore su 24, con conseguenze gravi per i cittadini e in particolare per i soggetti più fragili. Il movimento richiama poi il rischio di un collasso viario, legato al passaggio massiccio di camion diretti a riempire la cava, che dovrebbero transitare per via Giulia e via Petrarca, arterie già oggi sotto pressione e a ridosso di contesti residenziali e scolastici, definendo il rischio per la sicurezza di residenti, bambini e anziani inaccettabile. Secondo Free Caserta si tratterebbe inoltre di riempire una cava con rifiuti provenienti anche da fuori provincia, cementificando di fatto un’area che dovrebbe essere recuperata e restituita al verde, con un impatto che il movimento descrive come devastante su flora, fauna e sull’intero territorio dei Monti Tifatini, già segnato da anni di pressione ambientale. “San Clemente ha già pagato. E il Parco Cerasola non ha forse già pagato un prezzo troppo alto tra cave, polveri e degrado? Ora basta davvero”, si legge nella nota diffusa dal movimento, che definisce la provincia di Caserta una zona satura dal punto di vista ambientale e impiantistico, chiarendo comunque di non essere contraria agli impianti pubblici necessari al ciclo dei rifiuti, ma di opporsi con forza a nuovi impianti privati che a loro avviso trasformerebbero la Cava Iuliano in una discarica a cielo aperto, destinata a ricevere rifiuti anche da altre parti d’Italia. Free Caserta annuncia infine l’intenzione di restare al fianco dei cittadini, nelle assemblee e nelle strade, rivendicando il diritto all’aria pulita, a parchi vivi e a un futuro diverso per i quartieri della città, sintetizzando la propria posizione con lo slogan no alle cave, no a nuovi impianti privati di rifiuti, sì a San Clemente e al Parco Cerasola. Sulla stessa linea si è espresso anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Raffaele Aveta, che durante la Conferenza dei servizi ha preso una posizione altrettanto netta: “Ho espresso una posizione netta durante la Conferenza dei servizi sul progetto previsto nella Cava Iuliano, a San Clemente: siamo contrari alla realizzazione di un nuovo impianto privato di trattamento dei rifiuti che risponde esclusivamente agli interessi economici dei proponenti e non alle esigenze del territorio”, ha dichiarato Aveta, elencando le criticità che a suo giudizio renderebbero il progetto non superabile, dalla vicinanza alle abitazioni, alle scuole e al nuovo Policlinico universitario, al rischio legato alle polveri sottili, passando per il traffico massiccio di mezzi pesanti, l’impatto su flora e fauna e le opere di scavo previste in un’area già estremamente fragile. Il consigliere ha ricordato come San Clemente abbia già subito per anni le conseguenze delle attività estrattive, definendo la provincia di Caserta satura dal punto di vista ambientale e impiantistico, e ha chiarito di non essere contrario agli impianti pubblici necessari a garantire il corretto funzionamento del ciclo dei rifiuti, dicendo invece no a nuovi impianti privati destinati a trattare materiali provenienti anche da altre regioni, che a suo avviso trasformerebbero la provincia in una piattaforma nazionale per lo stoccaggio e il trattamento dei rifiuti. Aveta ha infine annunciato che nei prossimi giorni depositerà una proposta di legge per l’istituzione del Parco regionale dei Monti Tifatini, a tutela di un patrimonio ambientale che definisce straordinario, ribadendo la sintesi della propria posizione: no alle cave e ai nuovi impianti di rifiuti, sì al Parco dei Monti Tifatini.

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