Riceviamo e pubblichiamo la nota di Rachele Miraglia, referente del Comitato Costituente Mondragone 477 di Futuro Nazionale, Movimento Vannacci.
“Da donna e da cittadina impegnata nella tutela della comunità di Mondragone, Miraglia accoglie con soddisfazione la scelta di prendere le distanze dall’attuale governo cittadino, definito un’amministrazione che in questi anni avrebbe seminato prevalentemente odio e divisioni, lasciando dietro di sé macerie sociali ed economiche difficili da rimuovere. Miraglia esprime però un profondo dispiacere e un certo sconcerto nel constatare che siano dovuti trascorrere ben 50 mesi dall’insediamento, a soli 10 mesi dalla naturale scadenza del mandato, prima che la consigliera di maggioranza Maria Pacifico trovasse la strada giusta per prendere atto di quello che la nota definisce il fallimento della compagine amministrativa. “Cosa si aspettava esattamente la consigliera Pacifico? Lealtà? Correttezza? Meritocrazia? Riconoscenza? O magari rispetto? E soprattutto, da chi si aspettava tutto questo?”, si chiede Miraglia, riferendosi alle dimissioni dell’assessore Maria Rosaria Tramonti e al successivo, definito quasi scontato, avvicendamento con la consigliera Sciaudone. Secondo la nota non ci si poteva aspettare un atteggiamento diverso da parte di chi avrebbe sempre considerato il ruolo pubblico non come un servizio civico ma come uno strumento personale per emergere, approfittando del potere temporaneamente concesso dai cittadini, e gli stessi compagni di percorso della consigliera Pacifico avrebbero ampiamente dimostrato, a giudizio di Miraglia, di saper solo voltare le spalle alla città e ai suoi reali bisogni, una dinamica che la consigliera non avrebbe potuto ignorare in tutti questi anni di condivisione silenziosa. Se da un lato Miraglia si dice soddisfatta di assistere alla fine di quella che definisce una vergognosa pagina amministrativa, dall’altro resta l’amarezza per una presa di distanza che, a suo avviso, non sarebbe maturata come atto d’amore o di rispetto per la città, ma solo come conseguenza indiretta dei consueti giochi di palazzo e di una maggioranza intenta a gestire incarichi e poltrone sulla base di cambiali politiche da saldare. Mondragone, conclude la referente di Futuro Nazionale, merita una svolta radicale, fondata sull’etica, sul rispetto delle istituzioni e sul valore reale del merito, lontana dalle logiche di convenienza che a suo dire hanno dominato la scena fino a oggi”.

