Oliviero Casale, consigliere Fondazione Communia – Rete Permanente per i Beni Comuni
One Health e ripristino della natura: un legame da comprendere
Il rapporto tra One Health e ripristino della natura è uno degli aspetti più significativi del nuovo quadro europeo. Il Piano nazionale di ripristino viene discusso soprattutto per biodiversità, consumo di suolo e pianificazione, ma il Regolamento europeo contiene una prospettiva più ampia: le condizioni degli ecosistemi hanno relazioni anche con la salute.
Secondo la definizione condivisa da OMS, FAO, UNEP e Organizzazione mondiale per la salute animale, One Health è un approccio integrato finalizzato a equilibrare e ottimizzare in modo sostenibile la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi. Il punto centrale è l’interdipendenza: salute umana, animali, piante e ambiente non sono sistemi completamente separati.
One Health nel Regolamento europeo
Il Regolamento (UE) 2024/1991 sul ripristino della natura richiama espressamente One Health nel considerando 22, riconoscendo il rapporto tra salute umana, salute animale e una natura sana e resiliente. Collega inoltre il ripristino degli ecosistemi e la riduzione delle pressioni sulla biodiversità alla capacità di prevenire e affrontare future malattie trasmissibili con potenziale zoonotico.
One Health compare nei considerando e non costituisce un autonomo target quantitativo equivalente a quelli previsti per habitat, ecosistemi urbani, impollinatori, agricoltura o foreste. Il richiamo non è però decorativo: i considerando spiegano finalità e contesto della disciplina e, nel Regolamento, il rapporto tra natura, resilienza, clima e salute appartiene chiaramente a questa cornice.
La salute non comincia dall’ospedale
Un sistema sanitario deve saper diagnosticare, curare e assistere, ma una politica della salute non può iniziare soltanto quando una persona diventa paziente. Qualità dell’aria e dell’acqua, condizioni del suolo, sicurezza alimentare, temperature urbane, contaminanti, eventi climatici estremi e condizioni degli ecosistemi possono incidere sulle condizioni di vita.
One Health porta quindi una parte della prevenzione a monte. Non significa sostituire ospedali e farmaci con interventi ambientali, ma riconoscere che prevenzione ambientale e sanitaria possono essere complementari.
Ripristinare la natura significa recuperare funzioni
Ripristinare una zona umida significa recuperare un ecosistema degradato. Rinaturalizzare un fiume significa intervenire sulle sue funzioni ecologiche e idromorfologiche. Aumentare spazio verde urbano e copertura arborea significa perseguire specifici obiettivi europei.
Gli stessi interventi possono produrre più effetti: la copertura arborea può contribuire alla regolazione delle temperature, un suolo deimpermeabilizzato all’infiltrazione delle acque, una zona umida a funzioni idrologiche, biodiversità e depurazione naturale. Questi benefici devono essere progettati, misurati e verificati.
Nature-based Solutions: natura, adattamento e salute
Un punto di incontro importante è rappresentato dalle Nature-based Solutions (NbS), le soluzioni basate sulla natura. Il Regolamento 2024/1991 le richiama nel quadro della risposta alla crisi climatica, della resilienza e della biodiversità.
Questa prospettiva si colloca in una più ampia trasformazione che considera la natura non soltanto come oggetto di tutela, ma come condizione strutturale di resilienza, prosperità e capacità dei territori di mantenere nel tempo le proprie funzioni.
Una NbS utilizza o riproduce processi naturali per affrontare una sfida e deve produrre benefici per biodiversità e servizi ecosistemici. Non ogni intervento “verde” è quindi automaticamente una Nature-based Solution. Zone di laminazione naturalistica, drenaggio urbano sostenibile, rinaturalizzazioni fluviali e infrastrutture verdi possono invece integrare gestione delle acque, biodiversità e adattamento. Qui One Health, ripristino della natura e NbS possono convergere in modo operativo.
Ecosistemi urbani e prevenzione
L’articolo 8 del Regolamento europeo introduce obblighi relativi allo spazio verde urbano e alla copertura arborea. Al di là delle modalità che saranno definitivamente adottate nel Piano nazionale, è importante comprendere perché gli ecosistemi urbani abbiano assunto questa rilevanza.
Le città concentrano popolazione, infrastrutture e superfici artificializzate e sono esposte a temperature elevate ed eventi meteorologici intensi. La capacità di assorbire acqua, contenere temperature, produrre ombreggiamento, ospitare biodiversità e mantenere funzioni del suolo può concorrere alla qualità delle condizioni di vita.
Depavimentazione, acqua e salute
Nella bozza italiana del Piano assume rilievo anche la depavimentazione delle superfici artificializzate. Il recupero delle funzioni del suolo può favorire infiltrazione dell’acqua, vegetazione e miglioramento del microclima.
Lo stesso vale per fiumi e acque: qualità degli ecosistemi acquatici, disponibilità della risorsa, rischio di alluvioni, agricoltura, scarichi, biodiversità e salute delle comunità appartengono a sistemi collegati.
L’antimicrobico-resistenza mostra perché le politiche separate non bastano
L’antimicrobico-resistenza mostra con chiarezza l’utilità di One Health. Medicina umana e veterinaria, allevamenti, acque reflue, residui ambientali e diffusione delle resistenze formano una catena che non può essere governata osservandone un solo segmento. Per questo l’Unione europea la affronta secondo un approccio One Health.
One Health non riduce la natura alla sua utilità per l’uomo
Collegare natura e salute non significa ridurre la biodiversità alla sua utilità per l’uomo. One Health cerca un equilibrio tra salute degli esseri umani, degli animali, delle piante e degli ecosistemi, riconoscendo che protezione della natura e salute possono dipendere, in molti casi, dalle stesse condizioni.
Il Piano nazionale può collegare conoscenze oggi separate
Il Piano nazionale di ripristino può diventare uno dei luoghi nei quali collegare conoscenze ambientali, sanitarie, climatiche e territoriali. Negli interventi urbani, per esempio, alle superfici recuperate possono essere affiancate informazioni su vulnerabilità climatica, impermeabilizzazione, temperature e rischio idraulico.
In questa prospettiva anche i beni comuni multilivello possono offrire una chiave coerente per riconoscere condizioni essenziali della vita collettiva che attraversano territori, competenze e livelli diversi e producono effetti condivisi.
In Italia esiste già una base istituzionale
L’Italia dispone del Sistema nazionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici – SNPS, in raccordo con il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente – SNPA. Anche il programma “Salute, ambiente, biodiversità e clima” adotta gli approcci One Health e Planetary Health. Esiste quindi già una base istituzionale per un dialogo più strutturato tra protezione ambientale e prevenzione sanitaria.
Perché One Health nel PNR non è soltanto una questione di parole
La presenza dell’espressione One Health nel Piano nazionale non deve diventare un problema puramente terminologico. Un Piano non è efficace soltanto perché contiene questa formula.
Eliminare ogni riferimento a One Health significherebbe però rinunciare a esplicitare una relazione che il Regolamento europeo considera parte della propria impostazione. Non significherebbe automaticamente violare un target quantitativo: il punto è diverso.
Il Piano può limitarsi a perseguire indicatori ecologici oppure raggiungere gli stessi obiettivi riconoscendo anche le connessioni con adattamento climatico, acque, città, agricoltura, animali e prevenzione. One Health rende visibile questa seconda dimensione.
Governare le condizioni della salute
Sanità, ambiente, agricoltura, urbanistica, veterinaria, protezione civile e gestione delle acque hanno competenze differenti. Questa specializzazione è indispensabile. I problemi, però, non seguono i confini amministrativi.
Un’ondata di calore riguarda clima, urbanistica, salute e disponibilità di verde. Un’alluvione coinvolge suolo, bacini idrografici, infrastrutture, protezione civile e comunità. Le zoonosi attraversano fauna, allevamenti, ecosistemi e salute pubblica.
One Health non elimina queste competenze: le mette in relazione.
Ripristinare ecosistemi degradati, recuperare funzioni del suolo, restituire spazio ai fiumi, aumentare la natura nelle città e utilizzare correttamente le Nature-based Solutions non equivale a fare attività sanitaria. Significa però intervenire su alcune condizioni materiali nelle quali salute, ambiente e società interagiscono.
La salute non appartiene soltanto agli ospedali, così come la natura non appartiene soltanto alle aree protette. Entrambe dipendono anche dalla qualità delle relazioni che riusciamo a conservare, ripristinare e governare tra sistemi viventi, territori e comunità.

