
I rilevatori di velocità non bastano: servono interventi strutturali, non promesse
Via Raccomandata continua a essere una strada pericolosa. Né più né meno di prima. I due rilevatori di velocità installati dall’Ente Provincia non risolvono nulla , sono come fosserro dei dossi in verticale. Tutto qui. La sicurezza, ancora oggi, resta un miraggio. Occorrono interventi strutturali promessi da anni, ma mai realizzati. Dire che i limitatori di velocità sono soldi buttati è una bugia: servono, certo, ma da soli non bastano. Sono utili, perché fanno parte dei sistemi di assistenza alla velocità intelligente (ISA), progettati per aiutare i conducenti a rispettare i limiti. Tuttavia, non risolvono il problema principale. I dispositivi sono stati installati nei pressi di un edificio scolastico e in centro urbano scelta condivisibile. Ma i dati parlano chiaro: da quando esiste questa strada, si contano nove morti, e guarda caso tutti nel tratto compreso tra l’inizio della strada lato Fasani e l’inizio di Sessa. Esattamente fuori dal perimetro coperto dai limitatori. In quel tratto, circa quattro chilometri, si corre a rotta di collo. Ed è lì che si muore. Dunque, va bene che siano stati installati i rilevatori dall’Ente Provincia, ma ci si chiede: a cosa servono, se i tratti più pericolosi restano scoperti? Qualche politico o esperto potrà dire: “I cittadini non sono mai contenti”. No, non si tratta di essere contenti. I cittadini sono arrabbiati. Su Via Raccomandata servono interventi strutturali seri, affinché si smetta di morire. Se si vuole ancora una volta gettare fumo negli occhi, bisogna sapere che i cittadini di promesse mai mantenute si sono ormai dotati di bende, proprio per evitare che la polvere cada loro negli occhi.


