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Dopo la sceneggiata in Consiglio con i tiktoker, Di Fenza prova a giustificarsi ma il danno è fatto

9 mesi fa

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Pasquale Di Fenza rompe il silenzio dopo l’episodio in Consiglio regionale con i tiktoker Rita De Crescenzo e Angelo Napolitano, costato la sua espulsione da Azione. Le sue parole, però, sembrano più un tentativo di attenuare le responsabilità che una vera assunzione di colpa. Di Fenza ricorda di aver chiesto scusa “per la leggerezza nello sventolare il tricolore” e accusa Carlo Calenda di averlo definito “buffone” pubblicamente, sostenendo che avrebbe potuto espellerlo “con stile ed eleganza”. Ma resta il fatto che il video, diventato virale, ha messo in ridicolo l’istituzione e offeso l’immagine del Consiglio. Il caso ha lasciato Azione senza un capogruppo, e tra i possibili sostituti si fanno i nomi di Giuseppe Sommese e Salvatore Aversano. Intanto, Luigi Cirillo ha annunciato la propria autosospensione dal gruppo, definendo il filmato “gravemente lesivo” e incompatibile con i valori del partito. Sul futuro politico di Di Fenza, si ipotizza un approdo altrove, forse nelle liste socialiste in vista delle regionali. Ma al di là delle ricollocazioni, resta l’impressione di un consigliere che, invece di fare piena autocritica, preferisce spostare il discorso sul tono delle critiche ricevute. Un atteggiamento che non cancella, e nemmeno attenua, la gravità di quanto accaduto.

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